giocare a nascondino

Con la testa che va veloce, in bilico tra lo stare e l’andare,
I pensieri si fanno bufera, impossibili da fermare e decifrare. Devi acchiapparli come fossero farfalle o bolle di sapone, facendo attenzione a non rovinarli.
Tutto questo frullare cambia il senso del mondo intorno.
Come una primavera travestita da autunno.
Come un bambino che si finge demone.
Ci sono la gioia e la malinconia, l’allegria e il groppo in gola.
Come ballerine di tip tap, le emozioni battono un tempo sconnesso tra le tempie e le mani, si mischiano e confondono.
Allora ti muovi al passo e per non inciampare cambi modo, trasformi il tuo camminare.
Nascondi la faccia, tra spine e petali, tra corteccia e nodi, foglie e fili d’erba.
E continui a immaginare un luogo che sia il tuo.

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