Dalla terra al cuore, passando per graffi e mani sporche…

Primo sole e la terra inizia ad asciugarsi, consentendo ai piedi di entrare senza schiacciare e sprofondare.

Mettere i guanti, prendere carriola, zappino e cesoie e infilarsi in giardino.

Avvicinarsi alla rosa, malata da un po’ e iniziare a pulire, togliere le parti secche, quelle malate e cariche di galle.

Ne aveva una quantità indescrivibile.

Continuava a crescere, nonostante le ferite e a fare fiori. Pochi rispetto a prima ma tanti per com’era ridotta.

Ha inglobato in sé tanto di quel dolore da rallentare. La galla più grande alla base e via via che s’è allungata qualche rametto nuovo ne era totalmente sprovvisto.

L’ho guardata e ho iniziato a sfoltire fino a quando ho deciso: ho lasciato un solo ramo, non intaccato e abbastanza grande, accanto ai piedi.

Il resto l’ho tolto, senza estirpare, senza eliminare.

Non so cosa ne uscirà fuori ma mi pare abbastanza forte per poter tornare più rigogliosa di prima.

Poi ho continuato il giro.

Ho tolto i guanti perché è più forte di me, faccio troppa fatica a tenere le mani chiude lì dentro.

Ho strappato erbacce, potato le altre rose, pulito gli anemoni dal secco, coccolando i nuovi getti che stanno uscendo dal fresco della terra.

Ho discusso con la gramigna che nascondeva i bulbi in crescita e che ora svettano piuttosto fieri nei loro dieci centimetri di foglie.

Ho sistemato la lavanda che s’era coricata un po’.

Sempre a mani nude.

Terra che entra nella pelle, sotto le unghie o quel che ne resta.

Un graffio da un lato, un taglietto dall’altro

Ferite inconsistenti rispetto alla meraviglia di toccare questa vita a mani nude

sporcarsi con essa e raccoglierne ogni granello sentendone il fresco e l’odore sulla pelle.

 

 

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… potare e sfoltire…

… sabato soleggiato…

il giardino richiede un briciolo di attenzioni… pulisci di qua, sposta quel fiore là, togli quell’erbaccia lì… ( perchè ho aspettato mesi ed è alta come me, senza alcun fiore… quindi mi do il diritto di toglierla…)…

Ho vasi di erbe aromatiche davanti alla cucina, facili se servono e se tu servi a loro ( spesso dimentico i vasi e non vedono acqua per giorniegiorni…)… tra queste c’è la salvia… che ogni anno diventa enorme e devo sintetizzarla, altrimenti non vedo le altre ( poi va bene agnolotti burro e salvia… ma siamo sempre e solo in due… quanta ne dobbiamo mangiare?)…

… quindi mi attrezzo di forbicine e inizio a lavorarci su…

… spesso mi affido a mia zia per quello che riguarda il giardino e sembra sia piuttosto brava…

Un giorno mi ha detto che tra le altre cose bisogna tagliare in prossimità dei nuovi germogli/foglioline…

Così faccio… cerco nei punti più nascosti dove nascono le piccole foglioline, delicate e meravigliose… e quello che c’è sopra, grande e rovinato… lo tolgo, così la pianta si dà da fare a nutrire quelle nuove…

mmmmmmm…… vedi che la natura ne sa sempre un pezzetto in più?… che meraviglia…

“… poi Tati, quando togli il vecchio… non buttare via nulla… usa le foglie e i rami come paciamatura… proteggono e nutrono anche quelle sai….”… “ok ziuccia!”

… e io resto senza parole…