giocare a nascondino

Con la testa che va veloce, in bilico tra lo stare e l’andare,
I pensieri si fanno bufera, impossibili da fermare e decifrare. Devi acchiapparli come fossero farfalle o bolle di sapone, facendo attenzione a non rovinarli.
Tutto questo frullare cambia il senso del mondo intorno.
Come una primavera travestita da autunno.
Come un bambino che si finge demone.
Ci sono la gioia e la malinconia, l’allegria e il groppo in gola.
Come ballerine di tip tap, le emozioni battono un tempo sconnesso tra le tempie e le mani, si mischiano e confondono.
Allora ti muovi al passo e per non inciampare cambi modo, trasformi il tuo camminare.
Nascondi la faccia, tra spine e petali, tra corteccia e nodi, foglie e fili d’erba.
E continui a immaginare un luogo che sia il tuo.

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Osserva il mondo dai piedi

ad occhi bassi che sembrano chiusi.

Aspetta un vento dolce

che lasci ondeggiare il buio intorno.

Crede nei sentimenti buoni

e nei pensieri di piuma.

Si chiama Mia

così si ricorda che si possiede.

Accettare le spine per vedere i fiori…

Si muove leggera tra alberi e erba alta.
Cerca il profumo di una primavera che stenta ad arrivare, nelle notti limpide di questo inverno insistente.
Trova fiori leggeri, piccoli e profumati
E trova spine che graffiano e incastrano.
Ma tiene gli occhi in alto
E la bocca a sorriso.
Con resistente fiducia.

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Come un pesce fuor d’acqua

“Ogni tanto sembri camminare sui vetri.

Ti muovi con la lentezza di chi ad ogni passo si chiede se è quello corretto o cosa ci potrà mai essere dietro l’angolo ad aspettare.

Sembra tu abbia paura di ferire.

O di ferirti.

Di sbagliare o venir fraintesa. ”

” in realtà, più che altro, mi sento come uno di quei pesciolini che si rintanano tra le rocce appena arriva qualcuno.

Poi mi ricordo che non so nuotare.

Allora esco di botto.

Ed è lì che mi sento semplicemente…

… Come un pesce fuor d’acqua. “

 

pensieri alla frutta

Merenda.

Ho voglia di una mela.

Incido la polpa con il coltello rosso. Appena prima di togliere la buccia mi ritrovo a tentare di ricomporla. Mettere insieme le due metà, appoggiandole al piano freddo della cucina.

Fetta contro fetta, con le dita a tenerle insieme ma appena allento la presa cade e si riapre, non stanno insieme.

Una volta tagliata tale resta.

Quando non è intera, così rimane. Tocca mangiarla. O farne una torta. Che sarà buonissima e darà dolcezza alle labbra.

Ma la mela sarà tagliata.

Sarà anche per questo che alle mele preferisco i lamponi: son piccoli e difficilmente divisibili.

Non hanno mezze misure: o si spappolano o sono interi.

Fiori in testa

Un mazzo di margherite bianche, a ricordare la semplicità di un sorriso.

Le violette, per non dimenticare di guardare in basso, nei punti più nascosti, per trovare tesori.

Un elleboro per affrontare gli inverni del cuore come fa lui con quello del cielo.

Un fiore di peonia, doppia, rosa e bianca, per ricordarti di accogliere, raccogliere e abbracciare il tuo centro, lasciandolo aperto al cielo dando un ristoro morbido e profumato, o almeno provarci.

Un paio di narcisi che sembrano delle trombette e mettono allegria.

Un ciuffo di lavanda che calma e rasserena

Una rosa, lilla, profumata di dolce, per quell’eleganza che non ti appartiene ma cerchi intorno.

Un soffione di tarassaco per ricordarti di lasciare andare che qualcosa si seminerà.

Senti la notte che arriva
Un giorno a sorpresa
E ti chiede se ci sei
Raccogli in un pugno gli attimi di vita
E non sai fare
E non sai dire
E resti solo a immaginare

….

Lo sai che col vento i capelli
Si son spettinati
E la vita ancora di più…

Sera di marzo con pensieri ad un chissà…

Un portico che ripara dal vento.
Una poltroncina con cuscini morbidi a dar ristoro alle ossa.
Un piccolo prato, di fronte, affiancato da un giardinetto spettinato.
La luna che saluta da dietro la betulla del vicino
e le stelle che sorridono da lontano.
Pensieri fluttuanti
leggeri come piume colorate
sfiorano il naso e le guance.
Sospiri mascherati a fumo lasciano la gola e si alzano dietro le travi in legno
perdendosi nel buio di una notte qualsiasi,
come fanno i sospiri senza una voce.

Ti fai carezza dietro il collo.
Ti fai pizzicotto a risvegliare da sogni inutili, fermi nel pensare a ieri.
Quando quello che è stato non tornerà.

Ti fai una carezza ché luna e stelle son sempre belle da guardare
Ti fai un pizzicotto a ricordare che
c’è un domani che non sai come sarà.

la verità è che…

… non c’è una verità se non quella che vuoi ascoltare…

A ognuno la sua, con i suoi modi e i suoi tempi…

La verità è che quando cerchi qualcosa alla fine la trovi,

anche se poi non è vero

e la senti, anche se di fatto non esiste

La verità sta in quello che senti, sottopelle

è nelle mani aperte al cielo

negli occhi gonfi di gioia o dolore

nel fiato strozzato

nei pensieri improvvisi

nella fatica e nella stanchezza

nella voglia di un mondo tondo, senza spigoli

nella forza tra le dita dei piedi, che si muovono dentro gli stivali, di nascosto

cercando un loro minuscolo ritmo sul quale ballare

Sta nei colori e nel bianco e nero

negli abbracci rubati e nei pensieri contorti

nei sorrisi

… e nei barattoli di caramelle…

 

” … tutta la verità sulla verità sta nell’abilità di raccontarla

tutta la verità sulla verità sta nell’abilità di sopportarla… “

nodi, legacci e fili tesi

Le dita che si intrecciano,

tra loro, per timidezza o imbarazzo,

con quelle di altri, per affetto e sospiri…

I capelli si arrotolano,

per notti pesanti a girare la testa, nella speranza che sogni leggeri passino sopra ai pensieri

per le dita passate ad accarezzare, con delicatezza e dolci attenzioni

Annodiamo parole e pensieri, sogni e sospiri

come fili colorati.

Alcuni sono nodi stretti, stretti, quando devi toglierli, fatichi e lasciano il segno

Altri son leggeri, lasciano spazio ma son presenti e delicati, a tratti inesistenti

A volte li abbelliamo con fiocchi, che come farfalle indicano il centro

Sono stretti, i nodi,

non definitivi ma insistenti, per toglierli capita di dover recidere il filo

che rimane a penzoloni, come un arto morto

Molto spesso i nodi sono fini a se stessi…

Poi ci sono quelli che uniscono cose lontane, legano fili colorati di pensieri ed emozioni,

trasparenti e leggeri collegano mondi e sentieri nascosti

 

… e adoro fermarmi incanta ad ammirare questi intrecci invisibili di mani, anime, cuori e pensieri…

… immersione…

Luce leggera della lampada, acqua che scorre nella vasca e profumo di pulito

Si immerge chiudendo gli occhi

Ha bisogno di caldo, di perdere un po’ il respiro, in questi giorni dal suono distorto

Ascolta note che passano dalle orecchie agli occhi, portando le mani in faccia

Pensieri raggomitolati si fermano alla gola, tempo passato fa capriole come le gocce d’acqua che scendono dal rubinetto

Si lascia scivolare fino ad essere sommersa

L’acqua confonde suoni e sentori  e resta lì…

Tutto è leggero e semplice

Per un momento, tutto sembra facile…

leave me out with the waste
this is not what i do
it’s the wrong kind of place
to be thinking of you
it’s the wrong time for somebody new
it’s a small crime and i got no excuse…

and is that alright, yeah?
i give my gun away when it’s loaded
is that alright, yeah?
if you don’t shoot it how am i supposed to hold it?
is that alright, yeah?
i give my gun away when it’s loaded
is that alright, yeah… with you?

leave me out with the waste
this is not what i do
it’s the wrong kind of place
to be cheating on you
it’s the wrong time she’s pulling me through
it’s a small crime and i got no excuse

and is that alright, yeah?
if i give my gun away when it’s loaded
is that alright, yeah?
if you don’t shoot it how am i supposed to hold it?
is that alright, yeah?
i give my gun away when it’s loaded
is that alright?
is that alright with you?

no…