Fiori in testa

Un mazzo di margherite bianche, a ricordare la semplicità di un sorriso.

Le violette, per non dimenticare di guardare in basso, nei punti più nascosti, per trovare tesori.

Un elleboro per affrontare gli inverni del cuore come fa lui con quello del cielo.

Un fiore di peonia, doppia, rosa e bianca, per ricordarti di accogliere, raccogliere e abbracciare il tuo centro, lasciandolo aperto al cielo dando un ristoro morbido e profumato, o almeno provarci.

Un paio di narcisi che sembrano delle trombette e mettono allegria.

Un ciuffo di lavanda che calma e rasserena

Una rosa, lilla, profumata di dolce, per quell’eleganza che non ti appartiene ma cerchi intorno.

Un soffione di tarassaco per ricordarti di lasciare andare che qualcosa si seminerà.

Senti la notte che arriva
Un giorno a sorpresa
E ti chiede se ci sei
Raccogli in un pugno gli attimi di vita
E non sai fare
E non sai dire
E resti solo a immaginare

….

Lo sai che col vento i capelli
Si son spettinati
E la vita ancora di più…

Sera di marzo con pensieri ad un chissà…

Un portico che ripara dal vento.
Una poltroncina con cuscini morbidi a dar ristoro alle ossa.
Un piccolo prato, di fronte, affiancato da un giardinetto spettinato.
La luna che saluta da dietro la betulla del vicino
e le stelle che sorridono da lontano.
Pensieri fluttuanti
leggeri come piume colorate
sfiorano il naso e le guance.
Sospiri mascherati a fumo lasciano la gola e si alzano dietro le travi in legno
perdendosi nel buio di una notte qualsiasi,
come fanno i sospiri senza una voce.

Ti fai carezza dietro il collo.
Ti fai pizzicotto a risvegliare da sogni inutili, fermi nel pensare a ieri.
Quando quello che è stato non tornerà.

Ti fai una carezza ché luna e stelle son sempre belle da guardare
Ti fai un pizzicotto a ricordare che
c’è un domani che non sai come sarà.

la verità è che…

… non c’è una verità se non quella che vuoi ascoltare…

A ognuno la sua, con i suoi modi e i suoi tempi…

La verità è che quando cerchi qualcosa alla fine la trovi,

anche se poi non è vero

e la senti, anche se di fatto non esiste

La verità sta in quello che senti, sottopelle

è nelle mani aperte al cielo

negli occhi gonfi di gioia o dolore

nel fiato strozzato

nei pensieri improvvisi

nella fatica e nella stanchezza

nella voglia di un mondo tondo, senza spigoli

nella forza tra le dita dei piedi, che si muovono dentro gli stivali, di nascosto

cercando un loro minuscolo ritmo sul quale ballare

Sta nei colori e nel bianco e nero

negli abbracci rubati e nei pensieri contorti

nei sorrisi

… e nei barattoli di caramelle…

 

” … tutta la verità sulla verità sta nell’abilità di raccontarla

tutta la verità sulla verità sta nell’abilità di sopportarla… “

nodi, legacci e fili tesi

Le dita che si intrecciano,

tra loro, per timidezza o imbarazzo,

con quelle di altri, per affetto e sospiri…

I capelli si arrotolano,

per notti pesanti a girare la testa, nella speranza che sogni leggeri passino sopra ai pensieri

per le dita passate ad accarezzare, con delicatezza e dolci attenzioni

Annodiamo parole e pensieri, sogni e sospiri

come fili colorati.

Alcuni sono nodi stretti, stretti, quando devi toglierli, fatichi e lasciano il segno

Altri son leggeri, lasciano spazio ma son presenti e delicati, a tratti inesistenti

A volte li abbelliamo con fiocchi, che come farfalle indicano il centro

Sono stretti, i nodi,

non definitivi ma insistenti, per toglierli capita di dover recidere il filo

che rimane a penzoloni, come un arto morto

Molto spesso i nodi sono fini a se stessi…

Poi ci sono quelli che uniscono cose lontane, legano fili colorati di pensieri ed emozioni,

trasparenti e leggeri collegano mondi e sentieri nascosti

 

… e adoro fermarmi incanta ad ammirare questi intrecci invisibili di mani, anime, cuori e pensieri…

… immersione…

Luce leggera della lampada, acqua che scorre nella vasca e profumo di pulito

Si immerge chiudendo gli occhi

Ha bisogno di caldo, di perdere un po’ il respiro, in questi giorni dal suono distorto

Ascolta note che passano dalle orecchie agli occhi, portando le mani in faccia

Pensieri raggomitolati si fermano alla gola, tempo passato fa capriole come le gocce d’acqua che scendono dal rubinetto

Si lascia scivolare fino ad essere sommersa

L’acqua confonde suoni e sentori  e resta lì…

Tutto è leggero e semplice

Per un momento, tutto sembra facile…

leave me out with the waste
this is not what i do
it’s the wrong kind of place
to be thinking of you
it’s the wrong time for somebody new
it’s a small crime and i got no excuse…

and is that alright, yeah?
i give my gun away when it’s loaded
is that alright, yeah?
if you don’t shoot it how am i supposed to hold it?
is that alright, yeah?
i give my gun away when it’s loaded
is that alright, yeah… with you?

leave me out with the waste
this is not what i do
it’s the wrong kind of place
to be cheating on you
it’s the wrong time she’s pulling me through
it’s a small crime and i got no excuse

and is that alright, yeah?
if i give my gun away when it’s loaded
is that alright, yeah?
if you don’t shoot it how am i supposed to hold it?
is that alright, yeah?
i give my gun away when it’s loaded
is that alright?
is that alright with you?

no…

la piccola lavanderina…

“TUM- TUTUM-UFF-TUM-TUTUM… UFF…UFF… TUM…”
… Con piedi nudi e leggeri attraversa il salotto
le mani, piccole e rovinate da continui rosicchiamenti, sorreggono un cesto di legno intrecciato, per lei enorme, carico di panni bagnati e pesanti..
Il gonnellone a quadri bianchi e marroni ondeggia, come un abito d’altri tempi, disegnando onde di cotone all’altezza dei polpacci
Dalla tasca del grembiule, mollette di legno colorato fanno capolino, come folletti in attesa di fare il loro lavoro, si agitano felici e ansiose rischiando di fuoriuscire e cadere sul pavimento in ceramica opaca…
” TUM- TUTUM-TU-TUTUM…”
Appoggia il cesto ad un fianco, piegando un po’ le ginocchia per fare meglio presa, liberare una mano e aprire la porta, che una volta superata trascina dietro di sé agganciandola col piede in
un attimo di equilibrismo, in bilico come sempre tra mondi apparentemente lontani e differenti
Il cesto rischia di scivolarle, ma con un scatto veloce si rimette dritta e sicura sui due piedi,
con occhi dolci osserva l’interno, sospira e pensa “Fiu… menomale!”
“TU-TUTUM-TU-TUTUTUM!!!- TUTUM-TUTUM-TUTUM-TUTUM!!!”
E’ una sera tiepida di luglio, in questa parte di mondo che gioca a nascondino con le stagioni, deludendo, in egual misura e con le medesime tempistiche, chi vorrebbe un’estate da tropici, così come chi vivrebbe in un autunno perenne
L’arietta che si alza dal campo vicino porta odore di terra calda, di sottobosco, di serenità e malinconia, di lavanda e sospiri…
Con passo leggero e lento, come un tango inventato accarezzando il cortile scaldato dal sole, raggiunge il fondo del giardino, dove tra un carpino nero e un olmo c’è un filo azzurro, di gomma, come quelli delle sdraio di una volta, che a coricarcisi ti restava la pelle a righe
Il filo è annodato ai rami più bassi, l’ha fatto apposta: la vita è già complicata di suo bisogna renderla leggera, almeno nelle piccole cose; certo a quell’altezza non può stendere le lenzuola, toccherebbero la terra e sarebbero a portata di zampa felina e poi… quel filo… non deve sostenere lenzuola… è lì per altro…
Appoggia il cestone su un vecchio tronco, messo lì per tenere un po’ più in alto il carico e per arredare meglio il suo angolo da sospiro…
Le mollette scappano dalla tasca e risalgono il tronco del carpino nero, saltellano tra le foglie, ridono e si nascondono tra i frutti, che paiono fiori secchi fatti a grappolo, così leggeri e delicati
” Dài ragazze, un po’ di contegno… ci vuole un po’ di calma, non fate tutto questo chiasso…”.. e loro si buttano sul filo, come soldatini sorridenti e burloni.
Infila le mani nel cesto, con delicatezza tira fuori il primo panno, piano “TU-TUTUM…TU-TUTUM..”
” schhhh… è tutto ok… andrà meglio”… con le mani accarezza quella che sembra una grossa maglia rossa e arrotolata su se stessa a causa della forte centrifuga, ne prende un lembo, lo appoggia al filo… e la prima molletta della fila scivola, felice, si apre e …TIC!
“TUTUTUTUM!…TUTU-TUTUTUM…”
 Avanti così, fino a svuotare completamente il cesto rimpiendo il filo, tra sospiri, carezze, parole dolci e anche qualche piccolo rimprovero…
…. perché a volte, le macchie sui cuori, le persone se le vanno anche un po’ a cercare…
piccola lavanderina

E tu?.. cosa vorresti fare da grande?…

Io…

vorrei imparare a camminare sul filo teso tra due alberi, con un ombrello rosso in mano e un cappello di feltro blu con un fiore giallo…

E poi vorrei fare bolle di sapone giganti e farle uscire dalle finestre di una chiesetta abbandonata in collina tra le vigne…

Vorrei intrecciare un lunghissimo filo di lana tra i tronchi dei pioppi del campo qua vicino e farne una sciarpa da gigante…

Mi piacerebbe avere le tasche piene di pensieri impossibili e tirarli a mani aperte giù da un ponticello di legno in montagna…

E dipingere sull’erba con colori che appaiono solo a chi lo vuole davvero…

… per fortuna sono ancora piccola… 😀

… pensieri bambini….

 – MARMIIIIIIIIIIIII!

– Oh!… dimmi Minimiamor… ma non urlare sono a 10 cm da te…
– ma senti… vero che il ghiaccio è forte fortissimo?… perché blocca tutto… se ti prende stai così… ( e si mette rigidone con le braccia lungo i fianchi, occhietti furbini e bocca serrata…)…
– si tesoro… mi sa che hai ragione…
– e…. senti… vero che è più forte del fuoco?…
– mmmm… non so sai… ( ma non posso formulare altro… deve dirmi immediatamente la sua idea...)
– sì perché senti qua :
( si mette in posizione da arringa… seduto a cavalcioni sullo schienale del divano, schiena dritta e sguardo fiero)
il fuoco può sciogliere il ghiaccio, è vero… ma quando si scioglie cos’è?… acqua! e l’acqua spegne il fuoco…
… e il fuoco va a  farsi benedire… ( e gli occhi prendono quel luccichio che arriva quando il suo eroe sconfigge il cattivo di turno)
e poi se ne va… contento come un pavone…
e io resto lì… e penso che, nel bene e nel male… le cose fanno il giro e tornano… e il Mini… è una bella fetta di mio BENE!
😀

pensieri bislacchi in un pomeriggio di agosto che ormai è settembre…

… ci sono persone che nella vita hanno o avranno un Amore grande… che le tiene per mano e che con loro condivide storie e pensieri…

… Ci sono quelle che si sono arrese e non ne parlano neanche…

… ci sono quelle che ci sperano e lo ricercano in continuazione…

… e ci sono quelle che fanno finta di averlo… dimenticando addirittura sé stesse…

… e poi…

… ci sono quelle che lo vedono ovunque… in ogni filo d’erba al sole, ogni goccia di pioggia o albero che canta al vento…

… lo vedono e cercano di svelarlo, parlandone e muovendo i piedi…

… sono brave queste qua…

lo sentono nelle risate dei bambini, negli sguardi nascosti, nelle parole non dette, nelle strade di campagna e nelle sere di settembre…

… sono brave queste qua …

perché riescono a sentire così bene l’amore…   l’Amore degli altri…

… e lo ammirano, lo sostengono e lo accudiscono… come fosse loro… consapevoli… che non è…

… e tu lascia andare…

… pensieri chiusi in una scatola nel fondo dell’armadio… l’anta socchiusa… li vedi con l’angolo dell’occhio… e lasci lì…

… come foglie di albero arrossite dal sole tiepido di ottobre… non si staccano… e cantano e suonano… e stanno lì..

… come un fiore bianco di peonia… l’unico sullo stello alto… gonfio di colore e profumo… oscilla… ondeggia… e resta lì…

… come gocce di pioggia sul vetro della finestra… scivolano… giù dritte e veloci… e poi si fermano… si uniscono e rimangono… immobili…