Di musica e matita…

In questi giorni,

di un’estate che pare eterna

Le parole seccano in bocca come fichi sull’asfalto…

E io penso all’autunno con tanto affetto

Ascolto musica che culla

e immagino una luna che tonda e leggera sale in cielo…

 

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A ciò che potrebbe ma non è…

Alla luna che resta in cielo al mattino

Alla pioggia col sole
Alla neve d’estate e al mare d’inverno

Alle torte senza zucchero
Al cioccolato senza cacao

Agli abbracci rubati,                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 che quindi abbracci non sono

A quando non è il tempo
A quando non è il momento
A quando si può ma non si vuole
A quelle cose che accadono sempre in ritardo                                                                                                                                                                                                                                                                                 o in anticipo… un po’ accazzo insomma

Per tutte quelle volte che ti senti un lampione  in pieno giorno.

 

chissà come stanno realmente le cose….

Chissà cosa succede al sole quando scende e vede la luna salire dall’altra… chissà se sorride nel vederla un attimo oppure è triste perché non può starle di fianco…

Chissà come si sente il fiore quando chiude i petali la notte… magari lo stelo, all’interno, sfrigola tutto… un po’ per i brividi di fresco che arriva, un po’ per il riposo che aspettava…

Mi immagino le gocce d’acqua, quando apro il rubinetto:

“ Ehi! Tocca a noi!… UUUUUUUHHHH…!” e scendono veloci, come i bambini sugli scivoli in piscina…

E il cuscino, quando al mattino ci si alza dal letto… secondo me di nascosto si stiracchia, magari lo fa anche il divano quando gli amici si alzano per andare a casa..

E i piedi?… non li sentiamo ma secondo me, per strada si salutano tra loro e quando siamo fermi in mezzo alla folla, il brusìo che si sente arriva anche dal basso…

Pensavo che quando al mattino mi sveglio con la stessa acconciatura di un Super Sayan è solo perché nel silenzio della notte loro chiacchierano e fanno festa per i fatti loro..

Anche gli occhi parlano… me ne accorgo quando non riesco per nulla al mondo a tenere la testa dritta di fronte a qualcuno, per mille motivi diversi… lì… in quel momento li sento sospirare, imprecare, ridere…

E il cuore… io credo proprio che cambi forma ogni volta che accade qualcosa… perché quando pizzica, insieme ai polmoni che smettono di muoversi, lo sento stringersi un po’e sento un groviglio di rovi… e quando Mini mi salta in braccio e mi bacia… ecco, lì mi pare di avere un castello morbidoso in pieno petto…

il pozzo…

… ecco ci son finita dentro… ma quasi quasi melasonocercata perché ci son caduta dentro, non di testa come se fossi inciampata… son caduta di piedi!

Comunque ci sono finita… ed è stata una paura terribile, senza fiato, da strapparsi il cuore e rompersi le ossa tanto che ho iniziato a sbattere contro le pareti…

Mi sono maledetta per non aver insistito che papà mi portasse ad arrampicare con lui… adesso sarebbe utile…

E mi sono insultata per non aver ascoltato mamma quando mi sgridava che mangio le unghie come non ci fosse un domani… avrei un briciolo di appiglio in più…

E non serviva allungarsi… sono alta un metro e una caramella… anche le corde lanciate da chi è rimasto su… erano sempre troppo corte…

Son caduta nel pozzo e m’è sembrato di impazzire… parto già con una testa arruffata di suo… in una situazione del genere ho perso completamente le staffe…

Ho urlato, pianto ho tentato con tutte le forze e l’agitazione possibile di arrampicarmi per risalire ma era tutto troppo buio per capire dove mettere mani e piedi per salire…

Poco per volta ho perso le forze… ho deciso che non ne potevo più di lottare e mi son lasciata cadere sul fondo… e mi sono addormentata, guardando la luce delle stelle che arrivava dall’alto… troppo lontane per pensare di arrivarci… mi sono addormentata e ho deciso di lasciar perdere.. avrei finito il mio tempo lì dentro, ne sarei uscita solo con la voglia del mondo lassù… se mi rivoleva lassù si doveva sbattere lui al posto mio… altrimenti tanto valeva stare là sotto.

Ho dormito tanto, fatto un sacco di incubi e qualche sogno carino… poi mi son svegliata e ho iniziato ad osservare il MIO pozzo… era anche bello, ben fatto… era uno di quelli costruiti tanti tanti… tantissimi anni fa… pietre levigate dal tempo, come quelle che in Langa si usano per fare i muretti tra le nocciole…

Ho imparato a memoria, osservandole, una per una quelle pietre, ogni pertugio, ogni fessura… ogni scalino…

Poi, un bel giorno mi son tirata su e riprovato nell’impresa….

A quel punto sapevo come salire… è stata dura, durissima… mi son distrutta mani, faccia e piedi contro le pareti di quel posto ma… ci sono riuscita!

Con calma, con qualche sosta… come una scalatrice, senza corda… come mio padre… con le unghie che ho fatto un po’ ricrescere… come mia madre… ho visto la fine della salita e ho riso… mammamia quanto ho riso!

Mi sono trascinata fuori e son rimasta coricata sul bordo per un po’… a respirare l’aria della sera, a guardare le stelle e a sentire il profumo dell’erba e a ridere, di gioia e un po’ anche di follia…

All’inizio mi sono spostata a quattro zampe, come un cagnetto… perchè volevo avere un buon appoggio a terra, comunque avevo paura di cadere di nuovo giù…

Poi mi sono alzata in piedi ma i passi erano ancora lenti, indecisi… e un po’ spaventati…

E ora? ora son sempre lì al bordo e ogni tanto guardo giù…

Ma mi muovo con piedi ballerini e con quelli è forse più facile scivolare e cadere… ma adesso che lo conosco mi fa un po’ meno paura e menefotto!

MA TU MAMMA, A COSA CREDI?

….ecco…non saprei….
Credo nel sole che scalda
E nella luna che illumina di poesia la notte.
Credo negli amici,
anche quando sono lontani
anche quando non ci sono
quando ci litigo e poi si ride di nuovo insieme.
Credo nelle canzoni che mi piacciono,
perché ci sono anche quando non le ascolto
e ogni volta mi danno le emozioni che cerco.
Credo nelle storie,
quelle fantastiche, quelle realistiche,
quelle da ridere e quelle da piangere
perché quando una storia si racconta mette in qualche modo insieme dei pezzi di me,
e questo mi aiuta.
Credo in fate, folletti, gnomi e fantasmi
Perché non è possibile che per il semplice fatto che IO non li veda, questi non esistano.
Credo nelle sere d’estate a fare tardi per strada a chiacchierare e ridere.
Credo nelle sere d’inverno,
tutti vicini al camino a parlare e a guardarsi.
Credo nel perdersi per sentieri conosciuti
E poi nel trovarsi in posti inaspettati.
Credo nelle cadute
Così come nel rialzarsi, diversi da prima.
Credo negli abbracci,
quelli della mia famiglia,
degli amici e anche  dei conoscenti,
perché credo che un abbraccio voglia dire aprire un pezzo di te e farci entrare l’altro…
e chiunque inizi un abbraccio vuol dire che lascerà sicuramente qualcosa di buono.
Credo nei colori e che se li mischi salta fuori qualcosa di straordinario
credo nel bere l’acqua dalle tazze e il caffè nei bicchieri di vetro
e il vino…..quello l’importante è che sia bevuto con qualcuno.
Credo nei prati e nei boschi,
nella montagna e nel mare ( quest’ultimo soprattutto in bassissima stagione!).
Nelle camminate e nello stare lunghi sul divano.
Credo nel portare a termine le cose iniziate
Ma credo anche, che se proprio non c’è cazzo, anche lasciare a metà è comunque una possibilità, alquanto legittima.
Credo nell’andare dritto per la propria strada
E credo che si possa sempre tornare indietro, fermarsi, svoltare e cambiare sentiero.
Credo che questo sia un bel mondo dove vivere
Credo nelle persone
Perché sono così imprevedibili, nel bene e nel male,
Da perderci il fiato
e il fiato, lo si perde quando ci si stupisce
…e quello che stupisce allarga il cuore a nuove idee.