mi è stato chiesto cos’è la felicità…

… è una bolla di sapone, grande abbastanza per riflettere gli occhi che la guardano

… è una chiacchierata di un’ora scarsa, con un’anima buona, per la quale fai un’ora di macchina che non pesa affatto ma rende sorridenti

… è il cuore che batte all’unisono con lo stomaco, improvvisamente

… è la faccia arcobaleno, per la gioia e la paura insieme

… son le fusa di una gatta che ci ha messo quindici anni a fidarsi, vivendo selvatica e un po’ malandata ma nell’ultimo mese ha imparato che le mani non solo picchiano ma sanno essere dolci, attente e premurose

… è l’aria fresca del mattino di settembre, dopo una nottata corta, che sostiene e continua il lavoro di una sveglia maltrattata

… è musica che torna a farsi ascoltare, in silenzio e ad occhi chiusi

e non è meraviglioso tutto questo?

Certo che sì!

poi…potrebbe anche succedere che…

le bolle scoppiano, la chiacchierata finisce e bisogna salutarsi proprio sul più bello, la paura si fa un po’ più grande rispetto alla gioia, la gatta deve essere accompagnata per l’ultimo viaggio, a mezzogiorno nonostante sia settembre pare agosto in Sicilia, la musica viene interrotta dal telefono e da richieste fastidiose e assurde…

Ma…

Le bolle si rifanno, oppure gli occhi si guardano dal vivo e non solo riflessi

Ci si saluta con un caldo abbraccio ben sapendo che sarà “alla prossima volta”

Oggi hai una maglietta bellissima quindi va bene anche portarla in giro fiera e poi arriverà la sera e sarà di nuovo tempo di maglioncino

Se ti impegni puoi prendere la paura, arrotolarla, guardarla in faccia e spernacchiarla, perché va bene tutto ma non farsi rovinare il tempo da quella nube grigia

La gatta ha smesso di stare male e ha potuto sentire il calore di una coccola e di un abbraccio e questa è stata una bella vittoria

Metto “pausa” e poi “replay” e quella musica la ascolto ogni volta che voglio…

Ecco,

non è facile essere felici ma vale la pena tentare.

 

 

anche i muri sanno essere felici
anche i muri sanno essere felici

 

“… seduto rimane a guardare e sente il miracolo vicino, arriva un sorriso diverso insieme al mattino e veste col raggio del sole un giorno nuovo…”

…e niente….

… siamo così maledettamente sciocchi che vediamo le cose solo quando non ci sono più… mai una volta che siamo in grado di restare con quello che c’è, presenti in tutto e per tutto… con cuore, occhi e polmoni… che questo sia dovuto a menefreghismo o mancanza di coraggio non importa… in modo estremamente infantile trattiamo ciò che abbiamo con così tanta poca cura che poi, come i bambini, restiamo senza fiato e rischiamo anche di fare i capricci…

…. vabbé… facciamo che per restare in tema… adesso mi preparo per un’altra semplice e dolcissima serata tra amici ad ascoltare musica e a far ballare di nuovo i piedini…. per fortuna che ci sono loro… gli amici onesti e sinceri… e i piediniballerini!

… quando le lettere sono messe insieme vogliono dire qualcosa, in un modo o nell’altro…

… Semplici o complicate

Dolci o rabbiose, amorevoli o cariche di odio…

Parole sussurrate e urlate…

… Parole parlate e parole scritte…

Immaginate e sperate… necessarie o superflue…

Ci sono parole buffe e difficili da pronunciare ( e per me anche da scrivere… ) e quelle che a volte fanno cadere…

Ci sono parole che al di là del loro significato hanno un suono divertente… e mettono il sorriso… ( ad esempio “accidenti” o “perbacco“…. ahahah!… anche “caprolattame” devo dire che da soddisfazioni notevoli…)

Poi ci sono quelle che riempiono bocca e pensieri, quelle che fanno giringiri tra i sogni…

Ci sono quelle non dette… quelle nemmeno pensate ( sì sì… credici!) e ci sono quelle nascoste o camuffate…

Alcune parole ti passano accanto come un venticello fresco, altre sono pacche sulle spalle, alcune diventano abbracci dolcissimi… e altre purtroppo sono come pugni in pieno petto…

… io sono matta… ma di sera penso a tutte quelle che mi hanno passeggiato accanto nella giornata… le guardo, le coccolo, alcune le sgrido un po’…. Poi apro il barattolo dei pensieri e le conservo lì…

Ho fatto dei buchi sul coperchio, così respirano…. Perché anche quelle che non mi sono piaciute… non posso farle soffocare lì…. anche loro hanno comunque voluto dire qualcosa… voglio sperare… 🙂

… come una bolla…

… Musica nelle orecchie e sorriso sul muso….

Occhi aperti per raccogliere il mondo e braccia larghe a prendere il vento…

Rido e ho piedi ballerini…

ho dita che cantano e naso che raccoglie profumi immaginari e inesistenti…

….come una bolla di sapone…

… giro… volteggio…  e rifletto la luce che c’è facendo arcobaleni…

…. Tuttavia… se fossi solo sfiorata potrei esplodere….

… mmmmmmmm….

DEL DELIRIO EMOTIVO….

… dell’insicurezza, della paura, della gioia incontenibile, della rabbia e della felicità che contemporaneamente albergano nel cuore, della voglia di ridere e piangere, della voglia di sole sulla schiena e pioggia in faccia, di andare avanti da sola per la mia strada e della voglia insopprimibile di avere qualcuno che mi tenga per mano, soprattutto quando sto per saltare nei fossi, del bisogno di musica nelle orecchie e silenzio nella testa, della certezza che da qualche parte sto andando e la paura che i piedi si fermino e il cuore si blocchi…

Di tutte queste cose insieme, sono fatta oggi… e molto altro ancora… che vedrò col tempo.11050008

Volevo….

1393119049096… Dire della rabbia… Che serve solo perché la tristezza a volte non sembra abbastanza… E la rabbia aiuta a legittimare il dolore….

…. Della tristezza che spesso serve per sentire vicino qualcuno e ci arrotoliamo nella sua coperta, come si fa quando fa freddo… Allora la facciamo più grande e visibile per poter chiedere quella coccola che il bambino chiede per un piccolo graffio….

…. Della gioia che non pensiamo di meritare e la cerchiamo senza volerla veramente trovare, perché non sappiamo mai se la sappiamo gestire del tutto…

Volevo dire…. E forse l’ho detto…

Se solo imparassimo la semplicità, nei gesti, nei pensieri e nelle emozioni… Semplicità e onestà … Urca come sarebbe tutto più facile, no?

“… con i mali… “

“La malinconia non è una tristezza qualsiasi: è una tristezza dal sorriso mesto,vereconda e senza strepiti, densa di riflessioni ben capaci di arricchire – quasi pioggia fertile che si alterni al sole della gioia.La malinconia è la felicità d’essere tristi”

Victor Hugo

… è un’emozione che mi accompagna da una vita e mi fa anche un po’ da copertadiLinus; non la so spiegare e forse va bene così… me la vivo e basta.

E questa frase… spiega bene come si sente una delle tante me.

… poi c’è quella matta, quella che balla da ferma e che urla da zitta, quella che si scassa dal ridere a vedere due pagnotte di pane mosse a ritmo di musica, quella che prenderebbe una ruspa e spianerebbe il mondo ( ma no… dai, solo una parte!), quella che legge i quotidiani e quella che legge Topolino ( e a volte trova più serio Topolino dei quotidiani), quella che guarda film impegnati e quella che vive per tutti i cartoni animati per bambini….

Siamo in tante e mi trovo abbastanza bene con tutte quante, anche quando discutiamo, alla fine siamo sempre insieme!bicchieri

“… AND THE WINNER IS….”

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Parliamo di premi o meglio, di concorsi.

Parliamo di quanto negli ultimi anni sembriamo i concorrenti del concorso “ chi ha più sfiga alzi la mano!”.

Per strada, al lavoro, con amici e parenti…  se non hai qualcosa per cui lamentarti: BASTA, FUORI DAL GRUPPO, SEI STATO ELIMINATO, AVANTI UN  ALTRO!

Al primo posto delle lamentele, a quanto pare c’è IL LAVORO: non c’è per niente, oppure quello che abbiamo non ci piace, i colleghi sono gli esseri della peggior specie, per non parlare del capo che a confronto Sauron è dolce come Candy Candy… poi lo stipendio da fame ( anche se ci permette, casa, cibo, riscaldamento, cene e pranzi fori, abiti nuovi ad ogni stagione… e così via)

Si lavora troppo e non c’è mai tempo per la vita privata oppure se abbiamo del tempo libero, vuol dire che stiamo lavorando poco e tra un po’ saremo alla canna del gas….

Uff… manca il fiato…

Altro argomento forte è la salute : “oggi ho un mal di testa”…”lascia perdere, io ieri stavo di un male” ( quindi oggi no, sorridi echeccavolo!)….

E se la nostra salute va bene, ‘spetta che ti trovo qualcuno che ha qualcosa di gravissimo e mi struggo anche dal dolore, tanto sono empatico.

Io un’idea me la sono anche fatta…

Siamo cresciuti con immagini e storie di disastri apocalittici che quasi ci si sente in colpa ad essere serenamente soddisfatti di quello che si ha; c’è tanta di quella paura che le cose possano andare nel peggiore dei modi che abbiamo iniziato ad allenarci al peggio.

Ecco…

Non mi piace tanto questa cosa, io non ho voglia di essere così…

Alla nascita dovrebbero dotarci di lamentele cronometrate, tipo 5 minuti al giorno ( non cumulativi); secondo me crescendo impareremmo ad essere veramente tristi per qualcosa, cercare un po’ di conforto tra le persone che abbiamo intorno e poi… o la risolvi oppure te ne fai una ragione e passi oltre.

Potrebbe essere un’idea… da lavorarci su.

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