Di fuoco e acqua, vento e rabbia

Fuoco che scalda,
nelle notti d’inverno.
Fuoco che cuoce
cibo per animi affamati.
Fuoco di passione
che unisce chi perdendosi s’incontra.
Acqua che disseta
bocche accaldate.
Acqua che lava
un mondo sporco.
Acqua che culla con il suo ondeggiare
corpi bisognosi di calma.
Vento che muove foglie e semi
portando in giro la vita
Vento che gonfia le vele
per continuare il cammino
Vento che scompiglia capelli
e smuove idee nuove.
Come una danza sinuosa
gli elementi si combinano
e per magia tutto scorre,
si genera e rigenera.

e poi
arriva l’uomo.

 

Non ho foto per farvi vedere cosa sta succedendo in queste valli, ma se su internet cercate “Valle di Susa/Piemonte/incendi” potete vedere l’entità dell’idiozia umana, questa non è la prima e temo non sarà nemmeno l’ultima idiozia che siamo in grado di fare.

L’essere umano è molto “essere” e poco “umano”.

bislaccherie e disegni

Ho un gomitolo di emozioni.

Un gomitolo senza capo né coda.

Escono come goccioline da una bottiglietta forata.

E si mischiano.

E non si comprendono.

E sono veloci.

Come uno schizzo a matita, un colpo di gomma e volano via con i rimasugli bianchi che restano sul tavolo.

Sono così confuse e difficilmente afferrabili.

Come disegni veloci su carta qualsiasi.

Maledetta stupidera che mi fa prendere poco sul serio…

 

 

tempo perso…

A volte ho la sensazione di perdere tempo…

Quando devo stare dietro ad una scrivania mentre vorrei camminare per boschi e stradine di campagna
Quando mi fermo imbambolata e nella testa scorrono frasi tipo… ” devi andare lì e prendere quello, non dimenticare quest’altro, ricorda quella cosa lì, segnati che bisogna anche fare quest’altra…” e magari dall’autoradio esce una musica bellissima e io me la perdo…
Ho la sensazione di perdere tempo prezioso…
Quando mi fermo a rimuginare cosa avrei potuto dire a chi è stato indelicato con me
ma ormai è tardi, sono in ritardo sui tempi comici ( o drammatici, dipende) e non avrebbe senso proferire parola.
Quando mi ritrovo ad inventare sogni di cartapesta, che con occhi di bottone mi guardano e mi ingannano, per l’ennesima volta…
Mi sembra di sprecare tempo prezioso
Dietro a chi dice e non fa
Promette e non mantiene
Chiede di esserci e poi se ne va
Quando mi rompo le ossa a faticare dicendomi “celafaccio,checcavolosecelafaccio!
Poi…
poi mi ricordo che infondo io al tempo non ho mai dato tutta questa importanza,
che mi perdo spesso ma so dove voglio andare, solo che a volte faccio un giro più largo perché mi piace camminare
che se do importanza alle persone che mi sfiorano è solo perché l’essere umano mi è sempre piaciuto, anche quando fa cazzate e questa è una cosa della quale vado fiera
che il mio tempo è un bastimento carico di sogni, ben piantati a terra ma rivolti all’inlà, all’inpoi e all’insù,
che la cartapesta si colora a meraviglia e i bottoni son perfetti per dare uno sguardo alle cose…
che se non riesco in qualcosa non muore nessuno, tanto meno io
che non sono io a perdere il tempo ma è lui che perde me, quindi è un problema suo
perché io non perdo nulla…
semplicemente
occasionalmente
non trovo le cose…

maremontagna…

La montagna è un gigante buono…

pare fredda ma è piena di sorprese, colori e meraviglie

l’aria è buona, nel senso che fa del bene e i colori sono intensi

il verde dei prati, il giallo dei fiori ma anche il grigio e il marrone hanno un’altra luce

E’ un gigante a volte spietato, soprattutto con chi si muove con poca attenzione e spavalderia

con chi crede di poter fare cosa vuole con lei, senza averne troppa cura

Ma è anche protezione e riparo

La montagna è piccoli passi, in salita, col fiatone e il sole che picchia sulle spalle e lo zaino che fa sudare la schiena

La montagna è calma, silenzio e tempo rallentato

La montagna è fame improvvisa che arriva quando non mangi da giorni

è pazienza, è cura

è notte di stelle e nuvole che corrono veloci

è magia, poesia, sentirsi bene con sé è l’incanto di esistere…

ecco…. a me ricordi il mare….

… non per i riflessi

per il sugo andato a male

il qualunquismo dei discorsi

sotto l’ombrellone

il sudoko che non torna

e quello che era scritto a penna

è già da cancellare…

(D. Silvestri)

primi caldi…

Lo zucchero quando cade sul pavimento

non lo addolcisce e resta lì, cibo per formiche,

fino a quando un colpo di spugna lo raccoglie e lo butta nello scarico del lavandino…

Come terra troppo arida per essere ammorbidita da una pioggerellina fine.

A lanciare l’immondizia nel bidone, senza preoccuparti che sia aperto

rischi di avere colonie di mosche che ronzano e infastidiscono

Ogni cosa ha la sua dose di importanza e perfezione

ma nell’acqua della pasta ci vuole il sale e non lo zucchero

e i colori a olio non li stendi se usi l’acqua…

Ogni ingrediente è prezioso ma non è detto che abbiano sempre senso messi vicini…

 

come….

… un sassolino incastrato sotto la suola delle scarpe… che scricchiola, gratta e non si stacca…

… una mosca che sbatte contro il vetro.. e apri la finestra… fai segnali come fossi in aeroporto… niente… ci piace un sacco sbattere il grugno…
… la pozzanghera giusto fuori dalla macchina, perfetta, affiancata alla portiera dalla quale scendi… e profonda fino al centro della terra…
… l’ultimo gradino di una lunga scalinata… alto la metà degli altri… e quindi ingannevole… e ti scassi il ginocchio…
… come la sveglia che suona appena inizi a sognare… un bel sogno…
… così…
… oggi son fastidiosa….
… se solo trovassi quella dannata cerniera
😀

…cose sciocche che irritano…

… quando si rompe la mina delle matite e più temperi più si spezza…

… la colla che non incolla ( e lo scotch che non scoccia!)…

… bere di corsa un bicchiere d’acqua, in piena estate e scoprire che il rubinetto era sul…  “caldo”!!!…

… rumori fatti con la bocca da chi ho di fianco, in un momento silenzioso, soprattutto quando sgranocchia caramelle dure…

… lo squillo del cellulare al cinema, a teatro… in situazioni in cui ci vorrebbe un po’ di attenzione…

… la forchetta che striscia sul piatto ( il gesso sulla lavagna… molto di meno!)…

… quando voglio ascoltare una canzone e qualcuno mi parla insistentemente… ( anche se ha tutte le ragioni per volere la mia attenzione…)…

… quando la cerniera s’inceppa e non va né su né giù….

… quando sotto la doccia mi accorgo che non ho il sapone…. O quando ho la testa insaponata e qualcuno apre l’acqua da un’altra parte  e io mi becco il gelo sui pensieri….

…. Quando mi sistemo per benino sul divano… come fanno i gatti che si arrotolano… nella posizione perfetta, sotto la coperta giusta e messa a puntino… e mi accorgo di aver dimenticato qualcosa di fondamentale nell’altra stanza….

… sì, in effetti ho la stupidera facile… anche quando mi lascio irritare…

“… AND THE WINNER IS….”

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Parliamo di premi o meglio, di concorsi.

Parliamo di quanto negli ultimi anni sembriamo i concorrenti del concorso “ chi ha più sfiga alzi la mano!”.

Per strada, al lavoro, con amici e parenti…  se non hai qualcosa per cui lamentarti: BASTA, FUORI DAL GRUPPO, SEI STATO ELIMINATO, AVANTI UN  ALTRO!

Al primo posto delle lamentele, a quanto pare c’è IL LAVORO: non c’è per niente, oppure quello che abbiamo non ci piace, i colleghi sono gli esseri della peggior specie, per non parlare del capo che a confronto Sauron è dolce come Candy Candy… poi lo stipendio da fame ( anche se ci permette, casa, cibo, riscaldamento, cene e pranzi fori, abiti nuovi ad ogni stagione… e così via)

Si lavora troppo e non c’è mai tempo per la vita privata oppure se abbiamo del tempo libero, vuol dire che stiamo lavorando poco e tra un po’ saremo alla canna del gas….

Uff… manca il fiato…

Altro argomento forte è la salute : “oggi ho un mal di testa”…”lascia perdere, io ieri stavo di un male” ( quindi oggi no, sorridi echeccavolo!)….

E se la nostra salute va bene, ‘spetta che ti trovo qualcuno che ha qualcosa di gravissimo e mi struggo anche dal dolore, tanto sono empatico.

Io un’idea me la sono anche fatta…

Siamo cresciuti con immagini e storie di disastri apocalittici che quasi ci si sente in colpa ad essere serenamente soddisfatti di quello che si ha; c’è tanta di quella paura che le cose possano andare nel peggiore dei modi che abbiamo iniziato ad allenarci al peggio.

Ecco…

Non mi piace tanto questa cosa, io non ho voglia di essere così…

Alla nascita dovrebbero dotarci di lamentele cronometrate, tipo 5 minuti al giorno ( non cumulativi); secondo me crescendo impareremmo ad essere veramente tristi per qualcosa, cercare un po’ di conforto tra le persone che abbiamo intorno e poi… o la risolvi oppure te ne fai una ragione e passi oltre.

Potrebbe essere un’idea… da lavorarci su.

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