Di musica e matita…

In questi giorni,

di un’estate che pare eterna

Le parole seccano in bocca come fichi sull’asfalto…

E io penso all’autunno con tanto affetto

Ascolto musica che culla

e immagino una luna che tonda e leggera sale in cielo…

 

il mondo dentro

Di farfalle in lampadina,

Che quelle nello stomaco le ho tirate via a colpi di aperitivi e patatine

Di casette in barattolo

Dove dormire sogni tranquilli

con il vetro e il coperchio che attutiscono i rumori del mondo fuori.

Di fiori in bottiglia

troppo corti per uscire dal collo e quindi si arrotolano sul fondo…

… magari, la prossima volta taglio il gambo più lungo.

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Farfalle in lampadina
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Casa in barattolo
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Fiore in bottiglia

A guardare il giardino…

C’è un mondo nascosto,

di pensieri dagli occhi grandi e capelli scombinati come i petali a metà tra il chiuso e l’aperto.

C’è uno sguardo sorridente in un angolo della testa,

che va a braccetto con un po’ di stupore misto a malinconia.

A volte si nasconde, si accuccia.

Altre esce e si fa vedere.

Oggi è uno di quei giorni fortunati.

Perché c’è sempre un prima… (o comunque altro)

Ci sono persone buone come il pane, sempre col sorriso in volto. Carine e coccolose come Memole.

Poi ci sono quei personaggi burberi e di poche parole e quelle poche che escono spesso sono dure, al limite del rabbioso, se ti va bene ti stanno prendendo beatamente per il culo.

Difficilmente si lasciano andare ad espressioni di tenerezza ma più volentieri a commenti sarcastici verso il prossimo.

Ecco, ho questo brutto viziaccio di fermarmi a guardare queste e immaginarle in situazioni totalmente opposte.

Mi piace pensare a quell’angolino di bambinesca idiozia e tenerezza presente in ogni essere vivente…

Tutto questo, per dire cosa?

Niente per cui ci sia da perdere il sonno, per la carità Diddio, ma semplicemente dovevo spiegare come mai mi son venuti questi disegni…

Quindi, ripartiamo da capo:

Nasce dolcissimo e pacioccone
Diventa poi scorbutico e di pochi belati
Ha occhioni grandi ed espressivi.

Si commuove facilmente, si diverte e si stupisce come tutti i cuccioli della terra
Da grande guarderà a tutti noi con sufficienza e un po’ di fastidio… perché nel corso della vita ne vedrà un sacco, sarà la base per una mutazione fondamentale per il genere umano, soprattutto quella parte cazzara e divertente che c’è in ognuno di noi…
Ecco a voi
BarbaGrigia!

 la meravigliosa bestia che ha reso possibile la nascita di… CapraDiddio!!

( per chi non sapesse, di seguito il link per leggere la storia…. e leggetela!)

https://musicfortraveler.wordpress.com/racconti-2/genesi-2-0-capra-diddio-story/

Quando fuori c’è il sole ma poi ti congeli i piedi e non riesci a camminare…

Ci sono un mucchio di cose di cui vorrei scrivere ma proprio non riesco a  trovare parole sensate…

Ci sono così tante cose in questa testa bislacca che non riesco ad afferrarle.

C’è la stanchezza di questo periodo, perché le feste sotto questo pezzetto di cielo non sono affatto spensierate e ovviamente allegre… anche se tutto sommato pensavo peggio quindi

… ALE’!…

C’è la malinconia per le persone lontane che non sono riuscita a incontrare, per quelle che non incontrerò più e quelle che probabilmente non incontrerò mai.

C’è la gioia e l’allegria per l’incontro con chi, nonostante la distanza, s’è avvicinato e ha fatto parte del mio mondo per qualche giorno e s’è rivelato la magnifica persona che mi aspettavo.

Il sorriso delle serate a cantare, a sparare cazzate, a prendersi in giro, a raccontarsi e a  ridere, ancora e ancora.

La faccia arcobaleno nel vederlo tornare a casa ma avere la certezza di averlo in tasca.

E tante altre, sensazioni e cose da dire ma non so come fare…

Ah!… ho anche disegnato…

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parole poche ma rullino sempre in macchina…

Come al solito è in anticipo. Appoggiata al muro osserva il tabellone dei treni in arrivo, per capire quale binario guardare. Resta in disparte, guarda quella via di ferro in attesa, come sempre, per qualsiasi cosa. Si guarda la punta delle scarpe, a fiori, che si cercano come a parlare, come a commentare tra loro, silenziosamente, sull’idiozia che le comanda e le ha portate fino a qui. Gli occhi si spostano nervosamente tra il davanti e l’insù, a cercare un appiglio, un pensiero che vola… “PLIN!PLON!”… Una voce improvvisa annuncia l’arrivo del treno, si sposta al binario  indicato, restando dietro ad un gruppetto di persone , che si ammassa come volesse correre incontro alla macchina, tanta è l’impazienza. Il fiato si blocca, prende il telefono, chiedendo supporto a voci lontane ” cosa sto facendo?… perché sono qua?… ma sarò impazzita?”. L’istinto la porta a spostare il corpo, mettendosi di lato, un piede in avanti e l’altro verso la via del ritorno, pronta a scappare via. Il treno arriva, la gente scende, le scarta con lo sguardo come si fa con le carte in mano. Riconosce, senza averla mai vista, la camminata… e corre…

Un muretto, di pietra e cemento. Tra le crepe create dal tempo escono fiori minuscoli, viola e bianchi, grandi una capocchia di spillo. crescono nonostante il caldo e l’assenza di acqua costante, le foglioline si attaccano alla pietra, si allungano come mani bambine e ondeggiano a questo vento di aprile come a fare “ciao ciao” ad ogni passaggio di vita. Una lucertola corre sul muretto con zampe veloci e muso sorridente, come alla ricerca felice di un tesoro. Arriva a passo lento e sereno, con musica nelle orecchie, macchina fotografica al collo. Raccoglie un filo d’erba e se lo mette tra le labbra. Le piace il sapore del verde tra i denti, è aspro ma sa di cose facili. Si appoggia a quella strada rialzata, con i piedi a penzoloni, dando la schiena alla strada e regalando agli occhi quelle colline, così fresche e soleggiate. Chiudendo gli occhi trasforma i pensieri in nuvole bianche e soffici, sospira, raccoglie il fiato e risoffiandolo fuori sposta quelle nuvole… e il cielo torna azzurro.

Passeggiano, di fianco ma non troppo vicini. Dalla panchina di legno, nel parco ai piedi di questa collina di città, li guardo chiacchierare e sorridere. Lei gesticola e ride, l’energia che esce dalle mani e dai piedi nasconde tutta l’emozione che solo a guardare bene gli occhi si può immaginare. Lui le passeggia accanto, sposta gli occhi dal viso di lei alla strada, che non conosce e non sapendo dove andare si lascia trasportare dai passi agitati di lei. Si fermano ad osservare il fiume. In silenzio, gli occhi altrove, persi tra un “chissà” e un “anche no”, riprendono fiato e la strada del ritorno.

Un pensiero a forma di nuvola, un sospiro a forma di fiore, una lacrima a forma di foglia, passi che diventano arrivo, mani che si fanno partenza e fiume che si fa tempo…

Una notte qualsiasi, una finestra qualsiasi, una luce di candela e una di lampada. Una testa china su un tavolino basso, tra le mani un pennello, nell’aria colori. Una musica leggera fa muovere impercettibilmente le labbra e nascere fiori in quella stanza…

 

 

pensieri mischiati, dalle mille facce e sfumature…

Quando i pensieri si accavallano, si annodano

e si bloccano in fili aggrovigliati di parole pensate e non dette

Quando ti misuri con l’assenza e poi anche con la sparizione

e ti accorgi di quanto siano distinte le due cose

Quando l’acqua supera i limiti abbracciando tutto intorno a te

e se ne va lasciando cumuli di foglie marce in giro, fango e buchi nell’asfalto

Quando pensi quello che vorresti ma i colori e le sfumature son talmente tanti che resti confusa

allora li mischi, uno sull’altro e poi pieghi il foglio

facendo finta di fare un aereo per volar lontano e poi ti ritrovi con un mondo tondo tra le mani

brillante e pacioccone, dalle mille sfaccettature, che si apre, si richiude cambiando forma

ma  restando sempre il tuo mondo tondo…

 

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ascoltando… https://www.youtube.com/watch?v=MCpRrwF7whg

Winter’s cold spring erases
And the calm away by the storm is chasing
Everything good needs replacing
Look up, look down all around, hey satellite

“plin!…plon! : comunicazione di servizio….

“… Ecco… “( sguardo basso e vergognoso, punta dei piedi che si incontrano a metà strada e mani che s’intrecciano tra loro)

“…solo per dire….” ( un colpo di tosse, occhini al cielo…)

“UUUUUHHHHHH…. Che bella farfalla!!!!” (   Tati, così non va non si distrae il pubblico, smettila! Te e la tua concentrazione da pesce rosso!)

” uff… occhei, dai… allora, dicevo…” ( si siede per terra, contro il muro, tentando di scomparire e lasciare solo la voce… tanto devono sentire non guardare, no?)

” ci riesco, celafaccio…giurocelafaccio!… hofattounapaginanuovacontuttiidisegnichehofatto!” ( il muso diventa del colore dei lamponi maturi, per la vergogna e per l’aver detto tutto veloce veloce senza prendere fiato)

“S’è capito?… non tanto?… va bene rifaccio ( prende fiato, un sospiro… si calma un po’):

se guardate in alto, sotto al titolo, c’è una pagina nuova, con i disegni….”

( indicando il punto in cui guardare, si volta con le spalle al pubblico…)

…. e veloce come il vento, scompare.