… l’aria non si vede…

Mi hanno insegnato che se una cosa non la vedi, non devi prenderla in considerazione.

Mi hanno insegnato che se non c’è una voce da ascoltare, non c’è nemmeno una persona.
Mi hanno detto più volte che quello che è lontano non fa parte del tuo mondo e quindi non te ne devi preoccupare.
Hanno insistito più volte nel tentativo di convincermi che la realtà è fatta di cose che si possono toccare e vedere
il resto non conta, non esiste
a partire da fate, folletti, gnomi e fantasmi.
Eppure…
Eppure se vado nella casa dov’è cresciuto mio padre, io nonna Secondina la sento girare, se apro il suo armadio mi pare di vedere quelle borsette tra le sue mani, in bagno la luce va e viene e non sappiamo come mai e sì che era una gran burlona…
Quando indosso il golfino di nonna Pina, sento il suo profumo, anche se l’ho già lavato un sacco di volte… quando metto il suo vestitino a fiorellini, quello che ha tinto di rosa antico, perché  “… il bianco addosso ad una vedova non va bene, non sono più così giovane…“, la sento ancora più vicina di quanto non fosse presente quando giocava con Mini e la guardavo seduta alla panca in giardino.
Ci sono luoghi nei quali sto bene e mi sento in pace, altri che a camminarci mi attraversa un’inquietudine indescrivibile
Come nell’ex manicomio nel paese accanto, ci fanno concerti e spettacoli di teatro, serate carine e allegre… ma in quei viali, su quelle panchine, per me c’è un’aria pesante, velata di una tristezza e malinconia che non so spiegare
L’aria…
Credo che sia il vento a fare da tappeto volante per le emozioni e le sensazioni
Come su una mongolfiera, ondeggiano e ti osservano da lontano
Come nuvole invisibili si spostano per mondi paralleli
amplificando lo spazio conosciuto
Così, basta un profumo e gli occhi brillano
basta un pensiero, piccolo, leggero, impercettibile e un brivido corre lungo la schiena, il fiato si blocca in gola
basta una parola letta, il cuore si muove e lo stomaco si contrae
Come per l’aria,
le emozioni non le puoi vedere e toccare
puoi solo viverle
e nel viverle non esiste più un solo mondo
non esiste differenza tra reale e immaginato
tra presente e passato
tra quello che vedi e hai fisicamente accanto e ciò che percepisci ma non puoi trattenere
non ti resta altro da fare che viverle, da ovunque arrivino,
come lettere invisibili spedite da mittenti sconosciuti
e quando, seduta sotto il portico, musica in tasca e sigaretta accesa al luce della luna,
proprio lì, in quel momento di solitaria compagnia, quel mondo di assenze si fa presenza
e allora tutte quelle sensazioni le annodi e le unisci per farne coperta per il cuore
sperando che la notte sia ogni volta un po’ più leggera…
… questa la aggiungo perché la trovo incantevole…