“Le poche parole lanciate nel mucchio, sassate su specchio che crepan silenzi o timidi assensi col cenno del capo..” (M.Gazzè)

Si conoscono da tanto.

Frequentano lo stesso gruppo di amici.
Le loro vite, parecchio differenti, li porta a non vedersi spesso.

Ciclicamente tornano.
Una cena, un concerto, un caffè la domenica mattina, una serata al pub.
Gli sguardi si incrociano, i sorrisi si sciolgono nei bicchieri e le parole scivolano leggere.
Si osservano, sempre un po’ di nascosto.

Spesso si guardano e semplicemente sorridono, in silenzio.

Si ride, si scherza. Mezze parole, sussurrate, scritte. Pensate.

E tutto resta sospeso, in un tempo inesistente, nel vento come pensieri nascosti.

Come abbracci rubati e  baci negati.

Nonostante il tempo, nonostante i chilometri, gli stessi sorrisi, le stesse risate… la stessa inconfondibile Bellezza.

Un giorno intenso

arrivato dopo un altro estremamente pesante,

trascorso in gabbia, tra testa pesante e cuore stanco.

Un giorno di sole e di abbracci sinceri.

Di parole semplici al gusto di pizza, birra, caffè e profiterole.

Un giorno dall’aria frizzante e dal cielo libero, dal sole caldo e dalle nuvole birichine.

Un luogo del cuore, dal quale me ne vado sempre con difficoltà anche se so che ci ritornerò presto.

Una casa in mezzo alle colline, tra vigne e alberi da frutto, nocciole e boschetti che resistono, nonostante l’uomo.

Dove il silenzio regna felice, il sole scalda i muri di casa per entrarci dentro e farsi lampada, la sera, per continuare a scaldare i cuori intorno al tavolo, sul divano e in piedi con un bicchiere in mano.

Un luogo che mi fa mettere da parte i pensieri, il nervoso, la tristezza e la malinconia.

Dove tutto ciò che sono viene fuori e si fa sentire, viene preso, abbracciato, accolto con sorrisi e parole buone e sincere.

Un giorno meraviglia.

Di sorrisi mai dimenticati.

Di braccia lontane che tengono nelle pieghe tutto il tempo trascorso altrove

per poi ridonartelo a piene mani come fossero sempre state lì.

tramonto-torre tramonto-alberi

 

 

 

IL PUZZLE…

ogni giorno il mini mi fa giocare ai supereroi… ” che sepereroe sei mamma?” ( … dire quella parola lì vale una coppa stamattina… mi sono arrotolata lingua e pensieri…); credo che il gioco sia andato avanti tutta la notte, devo aver sterminato zombi, lupimannari e altre creature spaventevoli…. non so spiegare altrimenti la stanchezza di questa mattina….

i pensieri, dannati mostri notturni…

in silenzio arrivano e riempiono la notte, altro che pecorelle che saltano!

e stanotte mi son passati accanto pensieri leggeri di nostalgia e distanza…

da un paio di anni ho cambiato lavoro; la vita porta così, le situazioni cambiano e tu ti devi spostare….

quello non era più il lavoro per me e così ho salutato un po’ di persone… ( e a me salutare fadiunmaaaaleeeee!)

ricordo che c’era la festa di natale e sarebbe stata l’ultima l’ultima sera in quel posto….

la magia è stata trovare un puzzle bellissimo, raffigurava gli acrobati del circo, con tanti pezzi quante le persone che avrei salutato ( più me)… così ho dato un pezzo ad ogniunodinoi, con l’idea che anche se non insieme, il puzzle esiste lo stesso….

… che non serve necessariamente montarlo perché esista….. esiste, c’è e basta, al di là di noi e di dove sono i pezzi…

poi stanotte giraerigira… litiga con i mostri… e quel puzzle m’è tornato in mente….

è vero, esiste anche se i pezzi non si uniscono…. ma ci sono giorni che vorrei rivedere quei pezzi e molti altri….

e va così….

GRAZIE

…La vita riserva sempre delle strane sorprese.

Proprio ora…

mi accingo a ritirare il prestigioso premio Nobel  per  DAICHECELASTAIFACENDO!

In questo momento sono davanti ad un’immensa folla di matti ed entusiasti che mi acclama come la grande star che sono….

E io….

In pigiama e babbucce  mi avvicino al microfono per fare i ringraziamenti di rito:

prima di tutto un grazie di cuore a chi nonostante la mia instabilità psichica ed emotiva, continua a restarmi accanto e soprattutto…a darmi retta.

Grazie al cielo, che non è ancora caduto.

Grazie al mio giardino, dove il fiore più prezioso regna di fianco all’erbaccia più impestata, ma non si danno troppa noia, quindi va bene così e ogni anno, nonostante la mia poca cura, torna a sbocciare e regalarmi un sacco di colori.

Grazie alle mie calze, spesso spaiate ma molto colorate che rendono più allegro il mio camminare…

E grazie al mio cappello che riscalda i pensieri quando fuori c’è un gelo polare..

Grazie alla mia coperta blu….perché in realtà, mi chiamo Linus.

Grazie al caffè che rende affrontabile il mattino…e il pomeriggio….e anche la sera.

Grazie alle biro che non scrivono…e mi evitano parole inutili

…e al T9 che mi cambia le parole in corsa e spesso ci azzecca pure!

Grazie alle matite, che scrivono leggere e alla gomma che mi permette di cambiare idea.

Grazie a tutto quello che improvvisamente scompare nella mia casa e mi da motivo di rallentare, anche con i pensieri…

Grazie alle nuvole che cambiano forma e mi intrattengono meglio di un film.

Grazie ai milioni di uccellini che ho intorno a casa, che sistematicamente snobbano ogni mia casetta e mangiatoia con tanto di cibo, solo per il gusto di stabilizzarsi sulla trave sopra la porta d’ingresso e ricordarmi ogni tre secondi che fanno parte della famiglia, che questa è casa loro e fatti i cazzi tuoi andiamo dove ci pare!

Grazie ai cani dei vicini, che anche quando sono a casa da sola… mi ricordano che non è così.

Grazie al divano, che mi rilassa nelle notti che da sola non so dormire.

Grazie ai sogni e alle speranze, che anche se a volte sembrano distanti…ricominciano ogni volta a brillare più forti di prima.

Grazie alle mie unghie che nonostante il continuo rosicchiarle… ricrescono dando grandi soddisfazioni.

Grazie al mio ultimo dente da latte, caduto a 34 anni, che mi ricorda che sono solo cresciuta un pochino e ho ancora un sacco di infanzia davanti a me.

E adesso, non volendo tediare oltre questo splendido pubblico e i miei affezionatissimi sostenitori:

Grazie a me!

che se ho tutto ‘sto mondo fantastico e questa gran bella gente intorno è anche merito mio…no?cincia

MA TU MAMMA, A COSA CREDI?

….ecco…non saprei….
Credo nel sole che scalda
E nella luna che illumina di poesia la notte.
Credo negli amici,
anche quando sono lontani
anche quando non ci sono
quando ci litigo e poi si ride di nuovo insieme.
Credo nelle canzoni che mi piacciono,
perché ci sono anche quando non le ascolto
e ogni volta mi danno le emozioni che cerco.
Credo nelle storie,
quelle fantastiche, quelle realistiche,
quelle da ridere e quelle da piangere
perché quando una storia si racconta mette in qualche modo insieme dei pezzi di me,
e questo mi aiuta.
Credo in fate, folletti, gnomi e fantasmi
Perché non è possibile che per il semplice fatto che IO non li veda, questi non esistano.
Credo nelle sere d’estate a fare tardi per strada a chiacchierare e ridere.
Credo nelle sere d’inverno,
tutti vicini al camino a parlare e a guardarsi.
Credo nel perdersi per sentieri conosciuti
E poi nel trovarsi in posti inaspettati.
Credo nelle cadute
Così come nel rialzarsi, diversi da prima.
Credo negli abbracci,
quelli della mia famiglia,
degli amici e anche  dei conoscenti,
perché credo che un abbraccio voglia dire aprire un pezzo di te e farci entrare l’altro…
e chiunque inizi un abbraccio vuol dire che lascerà sicuramente qualcosa di buono.
Credo nei colori e che se li mischi salta fuori qualcosa di straordinario
credo nel bere l’acqua dalle tazze e il caffè nei bicchieri di vetro
e il vino…..quello l’importante è che sia bevuto con qualcuno.
Credo nei prati e nei boschi,
nella montagna e nel mare ( quest’ultimo soprattutto in bassissima stagione!).
Nelle camminate e nello stare lunghi sul divano.
Credo nel portare a termine le cose iniziate
Ma credo anche, che se proprio non c’è cazzo, anche lasciare a metà è comunque una possibilità, alquanto legittima.
Credo nell’andare dritto per la propria strada
E credo che si possa sempre tornare indietro, fermarsi, svoltare e cambiare sentiero.
Credo che questo sia un bel mondo dove vivere
Credo nelle persone
Perché sono così imprevedibili, nel bene e nel male,
Da perderci il fiato
e il fiato, lo si perde quando ci si stupisce
…e quello che stupisce allarga il cuore a nuove idee.