quello che posso…

Della strada fatta,

ti lascio la polvere sotto le scarpe, i muretti accarezzati in punta di dita, il profumo dell’erba e il colore dei lampioni nelle notti d’estate.  L’aria raccolta dal finestrino della macchina e i piedi nudi sul cruscotto.

ti regalo uno zaino di testardaggine nel lottare per ciò in cui credi, scatole e scatole di incontri inaspettati e importanti, di emozioni forti che segnano la pelle del cuore, nel bene e nel male. E la voglia di averne ancora, nel bene e nel male, sempre.

Dei miei giorni,

ti lascio il profumo del caffè, l’odore di legna per l’inverno e quello dell’erba appena tagliata per l’estate. Lettere scritte e sussurrate, musica cantata a squarciagola, ballata e negata.

Dei miei sogni,

puoi tenerti i colori, in mille forme e sfumature per dare un senso alla solitudine, forbici e  taglierini per limare e dare la forma che vuoi al tuo mondo.

Ci sono gomitoli e pezzi di stoffa, bottoni, aghi e fili diversi, per intrecciare e assemblare il costume che meglio preferisci.

Ti lascio anche un barattolo di parole nuove, mai usate. Fanne ciò che vuoi, insieme a quelle sperate e mai arrivate. Prendi pure tutto, anche le paure, la noia e il fastidio.

Trovi tutto di me, in ogni finestra di casa, ogni piastrella del pavimento in ogni singolo granello di polvere e in ogni filo d’erba e di erbaccia del giardino.

Se ti va di cercare, di me, trovi tutto.

E tutto il mio contrario.

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Let’s not forget these early days
Remember we begin the same
We lose our way in fear and pain
Oh joy begin
Oh joy begin… (DMB)

31 pensieri su “quello che posso…

    • Se ci penso, un pezzetto di me è veramente in ogni cosa che ho fatto e faccio e in fondo non saprei dire come sono fatta, ho delle difficoltà a descrivermi ma so che sono in quello che faccio, dico, calpesto…

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  1. Che dirti, se non che sei bravissima a mimetizzarti? Scrivi così bene e disegni altrettanto bene, di certo invogli a rimettere insieme i tanti tuoi pezzetti, sfrattagliati per ogni dove, per averne un quadro di certo fascinoso…
    Sempre bello leggere di te

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  2. Eccco! Quanto è vero questo TUO racconto. Quando chi scrive ci mette del suo, sincero, onesto, genuino, e lo espone agli altri ne viene fuori una perla perfetta, splendente, liscia e preziosa. Narciso mi sta fissando e gli leggo negli occhi quello che pensa: “vorrei essere Ego e invece guarda che scalcinato e sgangherato mi è capitato!”. Besos FaTati.

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    • Zitto Narcì! Non ti permettere sai!
      Hai il compagno di passi migliore che si possa immaginare.
      Ego dorme, figurati un po’.
      In effetti, siamo in ogni parola, virgola, punto e punto virgola. Anche in quelli non messi mi sa 😉

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      • Sopratutto quelli non messi. Ci danno l’opportunità di ritornare sul “luogo del delitto”.
        PS: Narciso l’ho minacciato che a ‘sto giro di Pasqua non gli compro gli ovetti. È addivenuto a più miti consigli (per quanto le parole che ha pronunciato erano poco “miti”)

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        • Fare attenzione a ciò che non si vede credo sia il gesto d’affetto più grande. Implica la pazienza, la voglia e l’interesse di scoprire, conoscere. Non fermarsi al primo impatto credo sia proprio una bella forma di affetto.
          Narcì, tranquillo che da questa parte è pronto un carico da nave spaccaghiaccio tutto di ovetti di zucchero e di cioccolato, solo per te e quel pozzo che hai al posto dello stomaco 😀

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          • Mettici sotto pure la mia firma. La penso nello stesso modo. È il legame che dovrebbe nascere tra chi scrive e chi legge. Diciamo che è il mio “sogno bagnato” di scalcinato scrivano. Io ci provo a inserire più linee di lettura (forse esagero proprio con la prima linea che è già bella lunga).
            PS: eh no! Tatuzza non si fa così! Mini la mia già scarsa, quanto pure improbabile che aumenti, autorevolezza e carisma! Narciso ci mette un secondo, anzi un nano-secondo a vendersi al migliore ovetti-offerente.

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            • Vero è che siamo pur sempre “animali” e qualcosa di istintivo e viscerale fa sì che si “vada oltre”. Quando invece si inchiodano i piedi pensando e valutando, mentalmente, studiando le mosse… ecco, gira i tacchi e lanciati nelle ortiche, no? 😀
              PS: Scusa tesò ma son la zia e le zie viziano… non si discute. Poi gli faccio un culo a capannone se non ti rispetta a dovere, ma al cioccolato non si discute.

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                • AHAHAH! lo sapevo che ti beccavo con quello!
                  Guarda che i discorsi su coerenza-educazione valgono solo per genitori, ognuno si cucchi i nanerottoli suoi e se li gestisca. Non è colpa mia se il mio Ego è dormiente e il tuo Narcì sta alla calma come il diavolo all’acqua santa. Detto questo ripeto: lo vizio ma tranquillo che lo cazzio ad ogni ovetto.

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    • Grazie 🙂
      Se scombussola vuol dire che muove e di conseguenza non si prende la muffa.
      PS: mi pare di aver capito che a luglio potresti capitare tra queste colline ad ascoltare Eddie Vedder… io mi sa che salterò, se è la prima volta a Collisioni, credo proprio che ti piacerà.

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