c’è tutto un egoismo necessario e sano che spesso si dimentica…

Ha sempre avuto la tendenza a fare quello che gli altri si aspettavano.

Sempre.

Non sapeva dire se per la paura di offendere, ferire o se per totale incapacità di scegliere, per terrore di incontrare la solitudine. In ogni caso sentiva l’irrefrenabile voglia di accondiscendere sempre chi aveva di fronte.

E ci credeva, in fondo ci credeva davvero.

Quando ascoltava musica nuova e lontana dal suo mondo, quando leggeva cose inaspettate. Trovava sempre un lato piacevole in ciò che veniva proposto al suo corpo e al suo sentire. Riusciva sempre a farsi piacere tutto.

In minimi momenti di presenza si rendeva conto di muoversi con quella parte del cuore e della mente messa in terra “per gli altri”. Ha tentato di ascoltare il “per sé” chiuso a doppia mandata nella gola, che bussava e urlava, negando il sonno e chiedendo mille impegni per non stare in solitaria a pensare, riflettere a sentire e sentirsi.

Poi, in un modo o nell’altro metteva il bavaglio a quella voce, così delicata e paurosa ma spesso insistente.

In famiglia, avrebbe voluto più affetto, più contatto ma nessuno lo esprimeva e quindi non ci si azzarda a cambiare i modi, sempre uguali da una vita.

Nel percorso di studi, scelto perché era “la cosa migliore da fare”, nascondendo le reali passioni espresse sporadicamente, su carta o nell’aria.

Nell’amore, facendosi presenza anche quando non ne aveva voglia, quando non era il suo posto sereno ma andarsene avrebbe voluto dire ferire la persona che camminava al suo passo.

Sporadicamente cercava altro, per poi abbandonarne il pensiero, così come l’aveva raggiunto.

Raramente aveva imposto il proprio volere, quel “per sé” non era abituato ad uscire e aveva iniziato ad avere paura.

Ad un “come va” la risposta di rito è un semplice, lineare e senza sbavature di sorta: ” bene, tutto bene”.

Le cose scorrono accanto alla pelle, che si increspa, lancia segnali e poi tace, incapace di afferrare quelle sensazioni. Le prende, le raccoglie come acqua o sabbia… ma poi, non trattiene.

E per evitare la scelta di contatti più profondi, sfugge e scivola via…

 

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24 pensieri su “c’è tutto un egoismo necessario e sano che spesso si dimentica…

    • Credo sia possibile anche se estremamente complicato, chi si abitua ad essere come gli altri si aspettano difficilmente riesce a fare diversamente.
      La differenza tra l’egoismo e il cercare solo di ascoltare se stessi per essere un po’ più felici è talmente sottile…

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      • Non dico che sia facile nè che sia un cambiamento rapido, il confine tra egoismo e cura di sè è davvero molto sottile, ma se serve a stare bene, ecco sì (egoisticamente) bisogna provare.
        Poi certo, se mi metto in ascolto sento sempre la vocina del dovere….. maledetta!

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  1. L’egoismo non è sano. Capisco che è una provocazione, ma più vado avanti negli anni e più mi rendo conto che siamo qui per qualcun altro e non per noi stessi. Ciò non significa rinunciare a essere se stessi, nel bene e nel male. L’egoismo è dittatura del proprio Io sugli altri. Dalla contaminazione nascono le cose belle e sane. Ma so che la pensi anche tu così. Perdona se mi è scappato il pippone 😉

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    • Certo che ci si può provare… anzi, si deve.
      Anche a me, per quello che ho visto, se ho visto bene, la persona in questione non dispiace o comunque credo sia fondamentalmente una persona buona… e questo è già tanto

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