Sete e paura

Ha sempre avuto una gran sete.
Beveva l’acqua in bicchieri grandi e pur di non avanzarla la finiva in sorsi enormi.
Ha bevuto anche acqua stantia, pur di dissetarsi.
Un giorno l’ultimo sorso ha sbagliato strada.
La gola ha iniziato a gridare di dolore, come avesse ingerito dei pezzi di vetro.

La tosse le ha tolto il fiato e, anche se per un minuscolo momento, ha pensato di morire.
Dalla gola l’acqua è scesa giù, s’è bloccata in petto, come uno spillone rovente, come se avesse incontrato un macigno a sbarrare la strada, allora ha fatto inversione ed è risalita su, fino agli occhi.
Gli si sono gonfiati al punto di mettersi a buttare fuori quell’acqua storta.
Il tutto è durato non più di un minuto.
Se si ferma a pensare, quel dolore è ancora chiaro nella mente, negli occhi, nella gola e nel petto.
Da quel giorno ha cambiato i bicchieri di casa, ora ne ha di piccoli, come quelli da osteria, non contengono più di una sorsata da bambino alla volta.
Continua ad avere sete, sempre.
Versa l’acqua nel bicchiere ma…
Immagina fiumi.
E laghi.
Immagina il mare, che teme ma la affascina.
Immagina e sogna l’acqua, fresca e ristoratrice.

Immagina e sogna.
Ha sempre sete.
E ha paura di strozzarsi di nuovo.

… è un disegno già postato qui ma oggi m’è passato tra le mani e mi piaceva rimetterlo qua…

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17 pensieri su “Sete e paura

  1. È da considerare una metafora? Del tipo: sogna in grande (mari, laghi), sii sempre ambizioso, ardi sempre di desiderio e di passione (la sete costante), ma ricordati che i grandi traguardi si conquistano a piccoli passi altrimenti potresti farti male? (Bicchieri piccoli e bicchieri grandi)

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  2. Interessante, diverso, visionario questo tuo testo. Sempre intimo, delicato, ma di certo struggente. Ermetico, anche. Al punto giusto. Ci lasci liberi di viverlo come meglio crediamo. Mi piacciono le immagini rarefatte ed essenziali che hai creato. E il tuo disegno (bella questa matita, essenziale, a sua volta; cionondimeno precisa, “narrante”…). E gli elementi, anzi l’elemento che usi. L’acqua. La sua importanza, il suo primato. La sua metafora pervadente, come questo testo, vagamente onirico.

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  3. ma quella paura deve superarla, perchè di fatto non si può vivere senza colmare la sete, senza bere si muore, la paura ci sarà e forse resterà ma bisogna superarla, superarla per vivere.. e se non la si può superare bisogna vederla con altri occhi, lasciandola paura ma non lasciando che ci impedisca di bere, la paura resterà, la vita pure… non ci sono tante scelte, solo 2 son quelle possibili, e io credo che spesso chiunque di noi scelga di bere…

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  4. L’acqua: indecifrabile contraddizione. Essenziale per la vita ma se usata in maniera imprudente può affogarti.
    Eppure, anche con i suoi piccoli bicchieri, sogna il mare. Quanto è sublime osservare qualcosa che non ha una fine? Quanto ci spaventa tutto quello che non è concreto, manipolabile? Ma lei lo sogna, lo ammira, da lontano, con paura, ma non va via. Non distoglie lo sguardo, come ipnotizzata. L’uomo è fisiologicamente impossibilitato a non osservare le sue paure. Altrimenti morirebbe.

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