Nonostante il tempo, nonostante i chilometri, gli stessi sorrisi, le stesse risate… la stessa inconfondibile Bellezza.

Un giorno intenso

arrivato dopo un altro estremamente pesante,

trascorso in gabbia, tra testa pesante e cuore stanco.

Un giorno di sole e di abbracci sinceri.

Di parole semplici al gusto di pizza, birra, caffè e profiterole.

Un giorno dall’aria frizzante e dal cielo libero, dal sole caldo e dalle nuvole birichine.

Un luogo del cuore, dal quale me ne vado sempre con difficoltà anche se so che ci ritornerò presto.

Una casa in mezzo alle colline, tra vigne e alberi da frutto, nocciole e boschetti che resistono, nonostante l’uomo.

Dove il silenzio regna felice, il sole scalda i muri di casa per entrarci dentro e farsi lampada, la sera, per continuare a scaldare i cuori intorno al tavolo, sul divano e in piedi con un bicchiere in mano.

Un luogo che mi fa mettere da parte i pensieri, il nervoso, la tristezza e la malinconia.

Dove tutto ciò che sono viene fuori e si fa sentire, viene preso, abbracciato, accolto con sorrisi e parole buone e sincere.

Un giorno meraviglia.

Di sorrisi mai dimenticati.

Di braccia lontane che tengono nelle pieghe tutto il tempo trascorso altrove

per poi ridonartelo a piene mani come fossero sempre state lì.

tramonto-torre tramonto-alberi

 

 

 

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57 pensieri su “Nonostante il tempo, nonostante i chilometri, gli stessi sorrisi, le stesse risate… la stessa inconfondibile Bellezza.

  1. Non so perché ma leggere queste tue parole e vedere quelle foto, mi ha fatto venire in mente una canzone e una mini-storia.
    L’Oste stette stranamente in silenzio dopo il racconto di Tati, sempre pensieroso, si sollevò dalla sedia come se il suo peso fosse il doppio, lentamente si avviò verso un vecchio stereo modulare (giradischi, piastra a cassette, amplificatore, equalizzatore), cincischiò in un baule pieno di vinili e dischi argentati che non usava più nessuno, se non come sotto-bicchieri…D’improvviso si girò verso Tati con un sorriso largo e un Cd stretto nella mano destra, sollevata oltre la sua testa come un trofeo. Tati lo guardò con espressione interrogativa…L’Oste si voltò e introdusse il disco nell’apposita fessura:
    On the surface simplicity
    But the darkest pit in me
    It’s pagan poetry
    Pagan poetry

    Pagan Poetry di Björk

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