Di cose, giuste e necessarie come l’ammazza caffè dopo un pranzo di nozze…

Altre pagine, perfette per il momento, sono arrivate per mano della mia supermegafantastica postina di frazione, che sfida numeri civici sparsi e inventati e raggiunge sempre il destinatario giusto per ogni bolletta e pacchetto da consegnare.

Questa volta mi ha consegnato Ti lascio, ma lo faccio per te ultimo lavoro di un meraviglioso ammaestratore di elefanti che ormai conosciamo bene.

Tempo fa ha radunato qualche sociopatico, dando vita ad un insieme di racconti sofferenti e ironici insieme, un libro grigio- blu come la coperta che coccola nelle sere d’inverno.

Per Ti lascio ma lo faccio per te invece ha messo insieme cinque autori per raccontare con ironia e disincanto, crudezza e tanta, tanta onestà quel coccodrillo a forma di cuore che si decide di chiamare amore ma soprattutto la sua assenza (o la sua fine) perché in fondo, come recita la quarta di copertina, “l’amore quando è assente si comprende meglio”.

In questo caso non so dire quale racconto mi abbia colpito maggiormente, sono così differenti, utilizzano davvero diversi colori.

C’è il grigio dell’amore ormai logoro.

L’arcobaleno di quello che si vive come un’avventura estiva, vivace e frizzante, affiancata ad un’altro amore che pare rassegnato…tanti colori che diventano di colpo violacei, come i lividi infantili fatti per le troppe corse sull’asfalto.

C’è il blu, quasi notturno, leggermente nascosto dalla nebbia come l’ amore che resta in gola di fronte al racconto ben visibile di un amore perduto.

Poi c’è il nero, misto al giallo di un prato secco vicino al grigiore dell’asfalto… un nero tinto di rosso, per una passione fintamente accolta e poi strappata… un nero che diventa grigio come il ghiaccio  che cola d’inverno dai tetti di amianto…

 

Tante sfumature, tante tinte, a tratti più lucide altre più sfocate per dipingere un quadro dell’amore che nulla ha a che vedere con le cartoline di San Valentino…  ma che sicuramente brilla per onestà e simpatia e, lo dico sinceramente…. io di quella copertina lì vorrei tanto… tanto una maglietta!

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ps… la storia del coccodrillo… non è mia… anche quella è presa dal libro… così… solo per sincerità…

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27 pensieri su “Di cose, giuste e necessarie come l’ammazza caffè dopo un pranzo di nozze…

    • Ciao Bellezza!
      Grazie, grazie… questi racconti sono veramente speciali, Roberto è bravo a mettere insieme personcine deliziose che con ironia incredibile riescono a scrivere racconti così limpidi…
      Buona giornata a te MargheMerighetta ❤

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