di domande bambine e risposte farlocche…

“Marmy!…. ma come escono i pensieri dalla testa?”

” UUUhhhh, questa è bella, in teoria la via più facile è la bocca… e in base a come sono i pensieri, saranno parole dal suono di zucchero oppure con l’odore del ferro…”

” ah… e se la bocca sta chiusa?”

” si possono scrivere… o disegnare… mi vien da pensare…”

” Grazie Marmy”

” prego MiniMiAmor…”

E poi…

poi ci sono quelli che si fanno acqua… che si ferma dietro gli occhi

se ti va bene escono come gocce di una pioggia silenziosa, altrimenti prendono la via della gola…

Quando sarai più grande imparerai che alcuni rimangono incastrati e dovrai riuscire a digerirli, senza masticarli, come quando fai l’ingordo e mangi il cesto intero di ciliegie… che son buonissime, dolci, deliziose ma hanno il nocciolo… duro…

Scoprirai che a volte la via per la bocca è tappata ma non te ne renderai conto fino a quando i tuoi pensieri saranno scivolati fino alle labbra, che resteranno serrate come i portoni di un castello in assetto da difesa…

Come quando costruisci un labirinto di tubi… e uno lo dimentichi chiuso… la pallina corre, scivola, prende velocità e fa anche capriole impensabili… arriva con la gioia di scorrere, decisa… e poi sbatte contro l’ostacolo, si ferma e resta lì…

Dovrai farle rifare tutto il giro, si fermerà in altri punti… ti maledirai per l’errore ma con calma potrai riuscire a ricominciare a giocare… forse…

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69 pensieri su “di domande bambine e risposte farlocche…

  1. Parole parole soltanto parole, si cantava in una famosa canzone. E invece no, Tati cara: gli hai dato un’origine e un manualetto d’uso a seconda del tipo. Credo che la “funzione” del genitore non sia quella di dare soluzioni “chiavi in mano” o fare evitare “i fossi”, ma dare ai marmocchi la cassetta degli attrezzi e un manualetto d’istruzioni. Proprio come hai fatto tu.
    Poi, se desiderano una mano, noi siamo felici di essere d’aiuto.

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  2. Continuare a giocare, perché il gioco per essere bello va preso sul serio, senza barare, senza risparmiarsi. Certo a volte si sta fermi un turno o più “per penitenza” e forse è quello il momento in cui ci si può guardare intorno con calma, valutare le cose belle e chiudere nella scatola del cucito gli spilli.
    Mi sa che le mie parole sono uscite un po’ farlocche e molto bislacche ma il cuore mi diceva questo e il cervello non si è messo di traverso 😘

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  3. la cosa curiosa è che i bambini hanno bisogno di metafore per comprendere (o noi abbiamo bisogno di metafore per spiegare ai bambini:)) ma poi si fissano sulla metafora la concretizzano e pensano ai noccioli di ciliegia cercano di seguire il loro percorso all’interno del loro corpo, immaginano strozzature e inceppamenti o penseranno al labirinto di tubi chiedendosi in che punto del loro corpo è il tubo chiuso dove si bloccherà la pallina..o il nocciolo di ciliegia. 🙂
    ml

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    • non credo sia un’esigenza esclusivamente bambina, le metafore…
      Ci sono cose che spiegarle a parole non è semplice e a volte nemmeno risolvono, perché c’è un sentire sottile, difficilmente verbalizzabile e allora vengono in aiuto le immagini, la musica, le metafore…
      ( sul nocciolo mi hai aperto il cassetto di un ricordo bambino… mio padre che per fermarmi a mangiare ciliegie mi ha detto che mi sarebbe cresciuta la pianta dall’ombelico…. non ti dico quanto ho osservato il mio pancino con l’idea di veder spuntare un germoglio!!!) 🙂

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