nodi, legacci e fili tesi

Le dita che si intrecciano,

tra loro, per timidezza o imbarazzo,

con quelle di altri, per affetto e sospiri…

I capelli si arrotolano,

per notti pesanti a girare la testa, nella speranza che sogni leggeri passino sopra ai pensieri

per le dita passate ad accarezzare, con delicatezza e dolci attenzioni

Annodiamo parole e pensieri, sogni e sospiri

come fili colorati.

Alcuni sono nodi stretti, stretti, quando devi toglierli, fatichi e lasciano il segno

Altri son leggeri, lasciano spazio ma son presenti e delicati, a tratti inesistenti

A volte li abbelliamo con fiocchi, che come farfalle indicano il centro

Sono stretti, i nodi,

non definitivi ma insistenti, per toglierli capita di dover recidere il filo

che rimane a penzoloni, come un arto morto

Molto spesso i nodi sono fini a se stessi…

Poi ci sono quelli che uniscono cose lontane, legano fili colorati di pensieri ed emozioni,

trasparenti e leggeri collegano mondi e sentieri nascosti

 

… e adoro fermarmi incanta ad ammirare questi intrecci invisibili di mani, anime, cuori e pensieri…

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126 pensieri su “nodi, legacci e fili tesi

  1. Come al solito colpisci….”Legami le mani, legami con doppi nodi all’anima, porta la mia vita, a correre da qualche parte e stancala”. Non sono mai particolarmente impazzito per lui musicalmente, ma questa canzone mi piaceva e il tuo post in qualche modo me riporta in mente. I nodi poi, quelli non ne parliamo, alcuni li devo sciogliere … cominciano a legarmi troppo al passato. Ma le foto sono tue? Sono bellissime.

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    • Non riesco a ricordare di quale canzone si tratti… Aiutami un po’…
      Mi piacciono i nodi e le cose legate da fili colorati, spesso son cose così differenti eppure stanno insieme… E allora penso a tutti i fili che sono nel mio mondo, più lunghi e più stretti…
      Le foto sono mie, grazie mille ☺️😘

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      • La canzone è Crudele di Mario Venuti. Su Youtube la trovi. Parla di quanto siamo legati spesso a legami insani. Le foto sono tutte le tue? Davvero .. mi sa che una te la rubo per farci una cosa, che poi ti dico. Posso?

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        • ieri mi è arrivata in soccorso Melina…
          stavo impazzendo a ricordare la canzone ;D
          si, ci sono decisamente legami insani, ne ho esperienza attuale e diretta… (uff) ma ci sono anche legami sottili e delicati, decisamente dolci e inaspettati, da sospiro e sorrisi… credo sia per quelli che continuiamo in qualche modo a stringere nodi 😉
          Le foto, quando non è scritto, sono sempre mie… prendi pure, se ti serve qualcosa in particolare prova a chiedere magari ne ho in archivio
          ( oppure fai un giro su https://www.lomography.it/homes/tatina ) 😉

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          • Ieri stavo facendo un giro sul tuo sito. C’è ne una che mi piace un sacco. E me la frego 😉 Sulla canzone grande Melina. Ricorda che prima o poi un cappuccino tutti e tre lo preneremo prima o poi …;-) Ho aggiunto alcune cose ai miei buoni propositi. Tocca darsi da fare per sfanculare il destino. E sui legami concordo perfettamente, proprio questa mattina il destino me l’ha ricordato… per la prima volta in maniera “sana”.

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            • Sei riuscito a prenderla? altrimenti te la mando in altro modo.
              ( dimmi però qual’è che son curiosa come una marmotta, lo sai).
              prima o poi quell’abbraccio prenderà una forma e io non vedo l’ora ❤
              Mi auguro tu possa stringere un sacco di nodi piacevoli 😉

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              • Allora ho in mente una cosa per una cosa cara marmotta.La foto l’ho presa. Deduco che siano posti in cui tu vivi. Se è così poi insieme al disegno ti chiederò una cosa… se viene e l’accettano ne sarò felice. Lo so lo so … quanto mistero … è che sono un 🐻❤️😍😘(copia e incolla da Presa Blu)

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  2. Le foto come le parole sono meravigliose! hai davvero descritto in modo superbo e toccante le varie tipologie di nodi e legami…voto per gli ultimi che uniscono cose lontane, fili colorati di pensieri ed emozioni…sempre poetica Tu, un abbraccio forte, ma leggero 😉

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  3. Tati,ma come fai?! ❤ ❤ ❤
    I nodi che cerchiamo ma che a volte ci soffocano…E a volte è proprio quel soffocare che cerchiamo…
    Ps. Ben Harper è un colpo basso,perché penso al 7 ottobre e mi vien l'ansia e l'adrenalina…

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  4. Sempre poesie di pensieri. Righe leggere e volatili, come i fili di cui dicono. Nodi che legano e no. Tessuto di impressioni e ricordi intrecciato nel tempo. E una canzone… Una canzone dolce che mi riporta a un tempo lontano, un tempo in cui ero diverso, ma con quella voglia di sentire quella carezza, dita nei capelli, che mi desse un po’ di tenerezza, e pace. Fili nel vento. Fili colorati che si muovono, si toccano, si sfiorano, si intrecciano e si sciolgono.

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      • Non ci avevo mai pensato, sai? Sempre a pensare all’etimo del “cuore”… Invece le corde, i fili, avvolti attorno e diramati dalla mente, dall’anima e dal cuore ci stanno benissimo… Anche questo sono i ricordi, hai ragione.

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        • … in un altro luogo avevo allegato alla prima foto che vedi qua ( quella più grande del gruppo) questa frase :
          “Tendiamo nel vuoto molteplici fili di ragno per formare la tela che possa trattenere la felicità.”
          (Augusta Amiel-Lapeyre, Pensieri selvaggi)
          … e niente… settembre porta tanta calma e momenti di sospiri…

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          • Quella foto è un quadro, e porta i colori dell’autunno.
            E anche le altre sono bellissime e “appropriate” (passami questo termine riduttivo).
            C’è poesia di parole e di immagini.
            E la stagione prelude alla riflessione. E’ così, e così deve essere.
            Viaggiamo con i nostri bagagli di ricordi e sospiri. A ogni passo. In autunno si moltiplicano, come i manti colorati degli alberi e il loro avvolgente mutare.

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            • hai ragione, valige intere di ricordi e sospiri, pensieri e dubbi…
              a volte sembrano come quelle scatole- gioco, che si aprono improvvise a due centimetri dal naso… l’autunno è come se avesse quell’interruttore sottomano…

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              • Rieccomi.
                Mannaggia! Ho cercato disperatamente una citazione nel web, ma la rete (la grande ragnatela intessuta di cui quotidianamente usufruiamo e facciamo parte) non mi ha aiutato. Ebbene, vado a memoria e sentimento, non ho altra scelta.
                Sempre in tema di fili (appunto).
                Nel leggerti, nel leggere dei tuoi fili e corde e ri-cordi (“Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo”, diceva l’Allende), qualcosa di sotterraneo mi rimbombava lontanamente nella testa. Un pesce, nel buio profondo del mio inconscio, aveva abboccato e tendeva la lenza… E stamattina, mentre sorseggiavo un caffè (riscaldato – se mi sentisse Red…!), su Rai5 ho rivisto buona parte di un documentario su E. Munch. La prima volta che lo vidi, mi aveva commosso molto. L’umanità sanguinante dell’artista, le sue sfiancanti battaglie con la passione e la depressione… Insomma. Tutto – pure il doc – inizia dalla “separazione”. La perdita della persona amata, l’allontanamento, l’impossibilità di rimanere coppia, un unico nucleo. E sulle immagini, stupende, di una donna che, di schiena, è “ripresa”mentre si immerge nel mare, sullo sfondo abbagliante di un sole norvegese in eterno tramonto… si ascoltano le parole di Munch. Mannaggia-ammé!, non sono stato in grado di trovarle impigliate nella www-rete… Devono essere tratte da un suo diario (devo recuperarlo: adoro gli scritti degli artisti figurativi): “… sentii come dei fili, mentre lei si allontanava da me, milioni di sottili fili che la legavano al mio cuore… e i fili tiravano, strappavano il mio cuore sanguinante…”
                Ecco. Credo che ci sia qualcosa di comune, e in fondo universale. Fra quelle parole e le tue. E le mie, forse. Fra il tuo sentire e il sentire degli uomini piantati sulla terra e legati, trafitti, lacerati… Separati.
                Ora, tornando al grande E. Munch, alla bellezza e al loquace simbolismo della sua opera. Torna alle sue tele, scorrile, guarda “Separazione”, guarda “Cenere”, guarda “Vampiro”, … Guarda i “capelli” di tutte quelle figure femminili, che diventano rivoli si sangue colante, lingue di fuoco all’eterno, estatico tramonto, che sono “fili, corde, nastri, legacci”, che penetrano e toccano, che raggiungono il cuore e per sempre vi restano connessi…
                Potente, vero?

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                • …è disarmante Munch, in ogni sua pennellata, in ogni sua opera, ti schiaffeggia con tutto il dolore e la sofferenza che porta alla luce.
                  Le parole, che a ricordo e sentimento hai trascritto ( anche io adoro quel genere di scritti, soprattutto quelli legati al quotidiano, al loro vivere al di là delle opere… ne ho un po’ che ciclicamente apro) esprimono perfettamente il senso del dolore, legato con mille fili a qualcosa o qualcuno, fili che vengono tirati, senza un briciolo di attenzione, che strappano e lacerano. Ecco… credo che i nodi, alcuni nodi, siano immensa fonte di dolore, sordo e lento… come la sabbia che scende dalla clessidra… scende piano, a tratti sembra fermarsi… poi riprende a pulsare e scorrere… come i fili di una sutura mal riuscita, che improvvisamente vede cedere i punti… e la ferita si riapre… a questo proposito ho trovato questa ( non sono così convinta sulla parte legata ai bambini…)
                  “Il bambino ha il dono di accettare molto rapidamente la scomparsa di una sensazione. Gli sono risparmiati quei contorni remoti e sfuggenti che costituiscono la vastità del dolore.”
                  (Victor Hugo)
                  Tornando all’arte… più di Munch apprezzo il dolore e l’angoscia espressi da Schiele, forse per i suoi modi più “carnali” o forse perché quel dolore è tutto negli occhi e nelle mani ( che adoro, nonostante insista a rosicchiare le mie, fino al sangue), pare meno forte ma ti rimane addosso…
                  Se penso al dipinto “gli amanti”… mi colpisce l’immagine di una coppia, come carne e nulla più… i corpi distanti tra loro in un momento in cui dovrebbero essere una cosa sola… non lo trovi commovente…?
                  ps:
                  l’idea dei pesci lanterna nella testa è incantevole, sappilo…

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                  • Molto commovente.
                    Sposta il baricentro. Del legame, del rapporto. Lo rende puro abbraccio. E condivisione consapevole, partecipata, emotiva e razionale. Testa – braccia – mani. Mani belle e potenti: sanno disegnare, scrivere, carezzare; mani sottili e nervose, demiurghe…
                    A proposito: mi ha molto colpito il suo autoritratto sulla sedia. Senza piedi, le mani nascoste: lui quasi imprigionato dalla “camicia di forza”, dalla presa soffocante delle sue stesse braccia. In questa immagine Shiele è diverso dall’amante: è tutto occhi (infuocati, luciferini), capezzoli (accesi, eccitati), sesso (caldo, irrorato).
                    Mi piace Shiele, tantissimo. La carnalità. Hai detto benissimo. Apparentemente fredda, settoria, dilavata, smunta. Carne tenuta insieme da una tensione nervosa incredibile.
                    E’ potentissimo.

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                    • l’opera che amo di più ( ho la stampa in casa e al liceo ne ho tentato una riproduzione in creta, a bassorilievo) è la ragazza coi capelli rossi…
                      Ha occhi che sembrano pura malinconia, quasi sorridono ma poi ha la bocca fissa, priva di un accenno pare non avere più parole… il rosso dei capelli, così leggeri anche se “fissati”… è forse uno dei pochi ritratti in cui la figura è totalmente vestita eppure la trovo così sensuale, di quella sensualità pura, fatta di nuovo di occhi e mani… di quella che sta oltre al visibile…

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                    • C’è… una certa “serietà”, non dico fierezza, ma consapevolezza. E’ una giovane donna che sembra aver capito… Il suo sguardo è sia bambino, sia calmo – quasi stanco, colmo. Ma, ciò che è importante e seduce, potrebbe indulgere, sciogliersi al sentimento e al senso. Voluto, cercato. La bocca – hai ragione – è rigida, indurita. Chiusa. Come se le parole fossero ritenute superflue. Ci vedo anche un filo di stanchezza e appagamento in questa figura. La vedrei come una ballerina al termine di una seduta di prove. Una donna dopo l’amore, ma pronta a reinnamorarsi. O a sognare…
                      Tante cose in questo quadro, in questi quadri. A ogni sguardo un nuovo messaggio. (Prima mi soffermavo sui capelli di lei, nella coppia degli “amanti”… e ripensavo ai fili…)
                      Questi capelli rossi scomposti, raccolti un po’ alla rinfusa e belli così, come sono. Ispidi e un po’ opachi. Quello occhi scuri, un po’ fieri, sulla soglia di un divenire… qualsiasi altra cosa. (anche la bocca neutra è pura potenzialità: un sorriso su quel volto sarebbe una trasfigurazione…)
                      E’ un quadro, questo, che un po’ mi fa male, non posso negarlo. Ma questa è un’altra storia.

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                    • … pensavo… è strano perché le sensazioni che mi suscitano alcune opere pittoriche o scultoree assomigliano a quelle regalatemi da alcune musiche… trovo immensamente potente come l’arte sia in grado di toccare corde sottili e smuovere sensazioni e pensieri… a volte “spiegandoli” o comunque portandoli alla luce…

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                    • Come mi piace parlare così dei quadri!, questo sono per me le opere che amo, sono storie che mi colpiscono perché in qualche modo leggono un pezzo di me… e questa lettura delle pennellate del quadro che hai descritto… mi fa sorridere ( ma di nascosto e un po’ a testa bassa) ma anche questa è un’altra storia…
                      E per restare sul discorso “fili, legami” pensa a quanto le pennellate possano sembrare dei fili… e le gocce di colore dei piccoli nodi, a chiudere il movimento… ogni filo un colore, una sfumatura, un senso e un sentimento… che ad ogni sguardo, come dici tu, cambia e si modifica regalando un’altra sfumatura ancora..
                      Quello che mi ha da subito affascinato delle opere di Schiele è la sua onestà nelle immagini, ruvide, sporche, reali ( e non realiste), passionali e decisamente sentimentali… è come se quegli sguardi parlassero e quelle mani toccassero…

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                    • Davanti a lavori (capolavori) di questo genere si può andare avanti a parlare per ore. Ed è come conoscere e farsi conoscere passando attraverso la tela, la scultura, la fotografia… Ed è così anche con a musica. Immagini, note, vibrazioni che colpiscono in modo diretto e stimolano emozioni intime e personali (con la parola è tutto più cerebrale, filtrato, mediato anche culturalmente…). Trovo che sia una modo di condividere, conoscere e scoprire (anche se stessi) bellissimo.

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                    • Ho letto il post e ascoltato la canzone. Pensa, non la conoscevo. Ultimamente non seguo – e faccio male – Silvestri… Però, proprio di recente, mi sono davvero commosso ascoltando “L’amore non esiste” (in collaborazione con Fabi e Gazzè). Davvero toccante!

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                    • Per me i testi di Silvestri sono qualcosa di meraviglioso, “l’amore non esiste” … Non ho parole… Mi si chiude lo stomaco… Poi ho riscoperto Fabi, una somma di piccole cose… È dolce e sa di buono …

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                    • PS. Sorrido. Per come ho scritto sembra che io possa giudicare. Addirittura che mi ponga come “maturo, savio…”, quando una fila di persone, conoscendomi, direbbe tutt’altra cosa… Vabbè.
                      Che dici? Fra poco ci si fa l’ultima sigaretta all’aperto? Visto che luna, stasera?…

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                    • Ahahah!… Non sembri il tipo dal giudizio facile, almeno non l’avevo letto così 😉
                      Sigaretta accesa, un giro al fresco intorno alla casa… Troppe nuvole, stasera si è nascosta …
                      Buona notte e garanzie per belle condivisioni 🙂
                      Un abbraccio ( stretto stretto)

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                    • La luna cantava… (bello).

                      E, a proposito di musica.

                      Stamattina.
                      Caffè. In TV Mondrian: linee, colore e geometria e… jaaazzzzz…
                      Pare che per lui, nella sua vita d’artista parigina, anima solitaria e molto riservata, la musica e il ritmo, la danza (in particolare charlestone e jazz… – ha assistito alla prima esibizione parigina di L. Armstrong) abbia avuto un ruolo determinante (le sue creazioni, le sue geometrie, rilette, rivissute attraverso le note diventano sempre più vive e dinamiche, quasi fossero dei pentagrammi…)

                      Pare ci sia un “filo” conduttore già scritto per questa condivisione e queste nott-e-fu-mattina-con-caffè-fumante (stavolta appena fatto…).
                      Figo…

                      Buona giornata!
                      P.

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                    • ci sono notti che sembra davvero “srotolarsi dal cielo… e cantare…” ( bello sì).
                      Mondrian!!!!!!… se era sempre su Rai5 forse l’ho visto anche io tempo fa… bellissimo.
                      Hai mai visto il libro per bambini ” hai mai visto Mondrian?”… è un bel modo per spiegare il suo mondo ai bambini.. interessante ( adoro i libri per bambini e quelli di arte per bambini… casa editrice Corraini, una delle mie preferite).
                      E la sua casa? un esempio di quando l’arte è nella vita stessa, nel quotidiano… quando il modo di vedere il mondo si riflette in tutto ciò che si fa…
                      Sembra un ” filo”… fine e trasparente come quelli da pesca… ( bravo! per il caffè appena fatto, meglio no?)
                      e ti lancio un altro pezzetto di filo, tra Testa, Mondrian, jazz…

                      ( per me autunno è Gianmaria…)

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                    • Esattamente quello (li ripetono periodicamente e la cosa, tutto sommato, non è affatto male; si torna volentieri su quegli stessi luoghi…). Con Mondrian abbiamo cambiato completamente stile… La casa, sì: è forse la cosa che mi ha colpito di più. Il rendere l’ambiente attorno a sé, il suo ambiente un’unica, grande, vera opera d’arte. Insieme alla passione per la musica, quella musica (che tanto ispira e ha ispirato artisti, scrittori, registi…). E il suo primo approdo a New York, la meraviglia che deve essere stata trovare un’intera città pensata e costruita secondo i canoni della propria modalità espressiva…
                      Testa, voce ruvida e poesia leggiadra, sonorità jazz, un po’ sbarazzine. Autunno e profumo di legna.
                      Grazie del “filo”, del solco…
                      Ne aggancio uno io, per me altrettanto autunnale – se già non lo conosci e ti piace, ascolta magari in sequenza “Pazzia” e questa: “C’era una strega, c’era una fata”… http://tidido.com/a35184372196945/al55f1901ba5f390757397b6ae/t55f1901da5f390757397b735

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                    • Luna piena e luminosissima, aria fresca perfettamente settembrina… E quelle note ( che non conoscevo e te ne sono infinitamente grata!)… Trasportano in un luogo “altro” che non è descrivibile, danno pace e scuotono insieme… Sento davvero un profumo di erba umida ( va bene, sono in giardino ma non è solo quello…) e di legno, che brucia ma di un bruciare lento, quando la fiamma lascia passare ogni profumo… Perché il legno ne ha tanti, dalla superficie al cuore…
                      Grazie davvero, un filo questo decisamente bello!
                      ( e poi il titolo, around small fairy tales, ogni singola parola è incantevole)

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                    • Sono felice ti sia piaciuto il filo morbido, l’onda variegata e ricca di umori di questi brani (e anche il suono parte dal legno, dell’oboe del clarino, della viola e del violoncello…).

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                    • … Un altro filo … Il legno, gli alberi e i bastoni da raccogliere nei boschi in montagna, presi per il cammino e portati a casa… Come ricordi…
                      Ha una vitalità il legno che non è paragonabile ad altri materiali, è tatto, olfatto e anche gusto … Perfetto per la musica…

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                    • … Ed è generoso. Dà sostegno e calore. Energia raccolta con grazia e infinita, pazienza in silenzio, nel tempo, per farne ossa, struttura, bellezza rigogliosa, respiro, infine prezioso strumento… E carta per disegnare e scrivere… E’ anima, storia, vita che suona e canta. E’ la natura che ci circonda e ci accoglie…

                      Buona notte, Tati.
                      E grazie di queste chiacchierate notturne.
                      [Mi sa che sto occupando tanto spazio di questa e delle altre tue accoglienti pagine; se esagero, fammi un cenno… :-)]

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                    • Ehm… Buongiorno! 😉
                      … La corteccia, come pelle viva e vissuta, si alza, si gira e crea rughe solchi e… Nodi!
                      Mi incantano in modo particolare gli alberi, anche quando sono frammenti…
                      Grazie a te CaroPaolo, queste chiacchierate sono deliziose e per nulla “troppo”, la condivisione e la scoperta non lo sono mai 😉

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                    • (in merito ai libri per bambini e ai libri d’arte per bambini, pur non essendo un frequentatore, né un esperto, trovo che sì, siano di una potenza espressiva enorme, hai perfettamente ragione: hanno un linguaggio più simbolico e diretto – nel senso di diretto ai sensi e all’immaginifico-immaginario; ho sfogliato libri illustrati che mi hanno sorpreso, delle vere e proprie opere d’arte… come se quel “per bambini” potesse ridurne la portata… andrò a frugare presso Corraini…)

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                    • Avevo, anni fa una libreria e io tra le due ero quella che si occupava di libri per bambini e ragazzi… Un filo questo che resterà per sempre annodato al cuore, non fa male anche se suscita tanta malinconia… Ma sono ricordi di una bellezza che porterò dentro, sempre e che ancora mi accompagna in quello che faccio
                      Corraini è stato il primo editore a credere in Munari, personaggio fantastico nel raccontare ai bambini l’arte e la meraviglia
                      Sono piena di libri illustrati, di tutti i tipi, dalle favole a quelli con storie più impegnative… Le immagini, come la musica toccano corde istintive, spiegano senza dare spiegazioni scientifiche , come la frase ( vado a braccio perché ho una memoria da pesce rosso)… Una rosa è sempre una rosa, anche se le cambi nome… E così spesso si capisce più coi sensi che con la mente

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                    • Munari!! (un genio, un innovatore, precursore, di più,… irraggiungibile)
                      Ti ci vedo in quella libreria, fra quei libri. Fra disegni e parole. Racconti fatti di tratti e grafi, ti vedo mentre leggi, per te e per altri. Mentre cammini e ti inoltri fra quegli sfondi… Definire un “genere” quel tipo di… arte-letteratura-narrazione-illustrata-… è come provare a imbrigliare la musica, l’onda impalpabile del jazz in una qualsiasi definizione. Espressione. Libertà.
                      Librerie come quelle, come la tua, possono essere un “paese dei balocchi”, un universo in cui entrare e perdersi.

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                    • Munari… Unico e come dici te inarrivabile, è riuscito a rendere così meravigliosa la semplicità dei gesti, ha tolto tutto quello che c’è di superfluo lasciando incanto e meraviglia… I prelibri! Incomprensibili solo a chi vuole imbrigliare tutto in catalogazione e complicazione… Rendere le cose semplici, la vita stessa semplice…
                      Era un bel luogo, fatto di umanità varia, c’era odore e profumo di umanità… C’era polvere tantissima polvere ( da qui il titolo del blog)… Era bella e lo è ancora per noi è per chi c’è passato… La ricordano ancora e questa è una grande soddisfazione… Son passati artisti di vario genere, bambini che venivano a scegliere regali per la lettera di babbodinatale… Che belli che erano!
                      E poi c’eravamo noi, due squinternate squattrinate con doppio lavoro per restare aperte…
                      È stato un gran bel periodo di improvvisazione, pura e semplice, di lacrime e risate e tanta vita vissuta…

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                    • Meraviglia.
                      (sarà che sono una di quelle persone che i libri – polverosi, necessariamente polverosi – li sente come esseri viventi, odorosi, che respirano, vivono, chiamano…)
                      Meraviglia questa tua vocazione e questo esserci stata. E la traccia indelebile che hai lasciato.

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                    • … In uno dei commenti hai parlato di solco… E ieri sera ho visto un documentario su Rembrandt… Beccato al punto in cui parlavano delle sue incisioni su rame… È stato il primo ad incidere interamente a punta dura… E lì ho pensato ai solchi… Linee filamentose che incidono la lastra creando forme e sfumature ( magico come da materiali così dura possa venire fuori un’immagine delicata… Vellutata, non trovi?)…
                      Allora pensavo a fili e legami, che col tempo segnano un percorso e lasciano il segno… Così… ( vedi?… Non sei tu che invadi… Io ti vengo dietro e se per caso pare troppo… Dillo 😉 )

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                    • Le incisioni mi lasciano assolutamente stupefatto. In primis il lavoro “per sottrazione”, ma anche “in negativo”. Un lavoro mentale di calcolo e prefigurazione che mi sorprende. Per la qualità del prodotto che ne risulta, nella sua complessità, espressività e magia (citando un riferimento più vicino, anche solo in termini di tempo, poco più di un anno fa, a Bologna, sono rimasto letteralmente basito di fronte ai lavori di Escher…, dal vivo tutto diventa così “étonnant”… – in francese è più onomatopeico, fisico).

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                    • Hai ragione, l’idea di togliere piuttosto che aggiungere rende quella tecnica magica… Ci vuole estrema consapevolezza di cosa si vuole raggiungere per togliere e creare delle immagini del genere
                      Escher… Adoro e non ho ancora mai visto nulla dal vivo, e mi dispiace un sacco… Perché credo che vedere quei giochi, quelle illusioni impresse su carta in originale deve sembrare di entrarci dentro ( e in quei lavori c’è da perdersi, come Alice nella tana – altra opera che adoro… E che colleziono, soprattutto per le immagini)
                      Una lastra, pulita, liscia, nuova… Che con calma e pazienza si incide a solchi sempre più profondi, la si sporca di inchiostro la si comprime tra rulli… Sembra quasi di maltrattarla ma preferisco pensare di “viverla”… E dopo tutte quelle “ferite”…. La meraviglia! UAU! 🙂

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                    • Sì, sì, sì… che poi anche il bassorilievo, la scultura. Ma lì c’è anche quello che dici tu: l’inchiostro/china, il solco che diventa timbro, parte chiara tra piani anneriti dal colore… un lavorare allo specchio, geniale, magico (non solo togliere, scavare, liberare, andare in profondità…).
                      Di questo passo, prima o poi, si impone visita condivisa a una mostra… 🙂 (è un po’ che non vado).

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                    • … E passare le dita su quelle lastre è un po’ come passarle sopra a delle cicatrici, come segni braille, parlano sottopelle ( come tutta l’arte in fondo)
                      Di questo passo…. sarebbe incantevole 😉
                      ( io l’ultima che ho visto è stata Frida Khalo a Genova … Troppo tempo, decisamente troppo)

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                    • In fondo le incisioni sono come uno stampo, un timbro. Un’opera che può ripetersi uguale, immortalata, fissata nel ricordo e nel tempo. Affidata alla solidità della matrice, alla variazione del colore, ma riproducibile per se stessa. Indelebile. Cicatrici…
                      Sì, nell’arte, in tutte le sue forme, si possono vedere analogie e ascoltare linguaggi diversi e personali e unici, così intimi e soggettivi, eppure, in qualche modo condivisibili. L’arte è come se imponesse la condivisione, la comunicazione, il tentativo della comunicazione. E’ comunicazione essa stessa. E’, nel suo simbolismo, nella sua ermeticità, nella cifra e nel codice privati dell’artista, proprio lì, nel suo apparire a volte poco accessibile, è messaggio scritto sotto pelle per essere scovato, sfiorato e infine colto. Come dita al buio sulla superficie scabra di una pagina, o della pelle…
                      La mia ultima mostra… E. Hopper, Bologna, in primavera (la Kahlo l’ho sfiorata più volte, solo intuita, mai incontrata, finora…).
                      Bene! Si tratta allora di scegliere quale fonte, quale linguaggio, quale meta… 🙂

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                    • in fondo l’arte è un linguaggio… è il linguaggio nasce proprio dalla necessità di farsi intendere, per condividere e spiegarsi…
                      L’arte lo fa a livello più sottile ma spesso più immediato ( come abbiamo già detto), per questo colpisce ed è universale, anche quando non si comprende un’opera ( ho serie difficoltà con l’arte contemporanea… decisamente, serie-difficoltà).
                      Frida per me è il classico esempio di un’artista che ho apprezzato tardi, perché osservare le opere senza un minimo di conoscenza del suo vissuto… non riuscivo a decifrarle… mi suscitavano angoscia, altre volte allegria ma restavano sempre un po’ in superficie… poi mi sono interessata un po’, l’ho incontrata osservandola più da vicino… lì c’è stata un’esplosione di emozioni, l’ho capita e amata…
                      Per quanto l’arte sia universale e immediata, c’è bisogno di attenzione, di interesse… e anche tanta immedesimazione…
                      Un piccolo filo… per me Frida è legata a questa canzone ( tutta altra epoca) alla quale sono intimamente legata…

                      … allora bisogna iniziare a guardarsi intorno… 😉

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                    • Bellissimo anche quest’altro filo!
                      Più di un filo: qui c’è tutto, dal tronco alle radici, alla corteccia, alla pelle, alle stagioni. Dentro e fuori dal corpo. Che bello. Il video mi piace tantissimo, delicato, essenziale, così poeticamente centrato sull’essere, umano, scalzo, sulla terra… Le immagni avvalorano, potenziano il senso della parola e della melodia.
                      Grazie! (terrò quest’onda sonora per un po’ adesso…) 🙂

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                    • Sono felice ti sia piaciuta, Amparo è una donna che trovo magnifica… Nella voce, nei gesti, nelle parole…
                      L’ho ascoltata dal vivo quando era “amparanoia” e lo scorso anno da solista… Ha un’energia delicatamente forte.
                      Rispondendo all’altro commento: non mi sono mai mossa molto nella direzione del disegno, ho utilizzato il mio amore per l’arte e per l’inventare cose ( pacioccamenti di vario tipo) per il lavoro che facevo prima ( educatrice con malati psichici) e per me stessa… Alcuni disegni presenti qua erano i segnalibri che facevo in libreria … Per il resto… La vita, il mondo intorno … Ho fatto altro e ora sto riprendendo in mano le matite… Ma sono ben lontana da quel mondo, ancora.

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                    • PS. Rileggo delle mie parole in questi mille-mila messaggi di commento a fili intrecciati (che Penelope a noi ci fa un baffo…). Quando dicevo che ti vedevo “lavorare” nel mondo dei libri scritti e disegnati “per bambini”, intendevo come illustratrice (anche). Vista la tua propensione e le tue capacità espressive… Ti è mai capitato?

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                    • Ps: ” Penelope, scansati!” 😀
                      … Però ho fatto un laboratorio con bambini in cui abbiamo fatto un libro tattile sul territorio, usando materiali recuperati, dall’immondizia e dai campi…

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                  • PS. Bella – come sempre – la frase di VH. “contorni remoti e sfuggenti” della vastità del dolore (sui bambini nemmeno io mi sbilancerei, il dolore non è appannaggio degli adulti, forse in quest’età mette più frutto, frutto maturo, ma le radici possono essere profondissime…)

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                    • credo siano proprio quei “contorni remoti e sfuggenti” a fare diventare le cose “un dolore” ( anche se le stesse caratteristiche le ha la felicità) e concordo sul fatto che il dolore non sia cosa da adulti, penso che possiamo avere modalità differenti di ascoltarlo e gestirlo ma credo sia presuntuoso credere che i bambini non provino dolore…

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                • Buonasera. È permesso?
                  Forse Paolo intende questa
                  ” In lei imprimo la morbida bellezza
                  della limpida sera estiva – su di lei riverso
                  lo splendore del sole che dilegua
                  – sui suoi capelli – sul suo
                  viso sulla sua veste bianca –
                  oro luccicante

                  La dispongo contro il mugghiante
                  blu del mare – con le linee
                  della spiaggia serpeggianti –

                  Questo è il modo in cui lei si allontana
                  – lui ancora non comprende nulla
                  ma come nei sogni la sente
                  scivolar via
                  – Lui resta in piedi tra i
                  fiori rosso sangue – nelle 
                  nubi azzurro scuro della sera –

                  Non comprende esattamente 
                  che cosa accada-
                  Ma anche quando lei è scomparsa
                  avverte fino a che punto
                  i fili sottili della sua chioma
                  siano ancora allacciati
                  al suo cuore – che sanguina – e brucia
                  come una piaga insanabile.” Frammenti sull’arte – E. Munch

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  5. tatella e di nuovo mi sono persa un sacco di belle robe… ma come al solito poi vengo a raccogliere tutte le tue parole per coccolarmi e farne tesoro…
    hai descrittto benissimo i legami che ci sono … gli intrecci a volte imperfetti sono quelli che meglio si incastrano tatella! eh ma ti ho letta… caspita cse ti ho letta! che bel principino il tuo mini!

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      • siiiiiii!!!! che poi prima ho letto tutti i titoli… poi messo tutti i like… poi guardato foto e prima immagine video se c’erano ed ora sto finendo di leggere tutto… lo so che è na cosa strana,… ma mi piace cosi! ahahah! e poi ho trovato dove schiaffare il commento per non rifinire in spam… in attesa di tornare a seguire con piu frequenza! mi scarico la app… forse è meglio… ad esempio con fb sul sito non riesco ad andare… ma con la app si… magari è cosi anche co n wp!
        ahahah! un gremlins mi hai fatto morir!! è questo che fa di lui un bel principe! 😀

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          • ma secondo te poteva non piacermiii????? e mi andava di gustarlmeli cosi… piano mpiano… come quando giochi a poker (io non so giocarci) che vedi le carte una per volta… ahahah!!!
            eh ma visto che io non riesco a venire a leggervi col cell che prima bene o male andava meglio… ora mi si blocca… visto che fb funziona,… spero che pure wp lo faccia… cosi riesco a leggervi meglio… senno mi tocca sempre recuperare cosi…

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