di scotch e rattoppi fatti male…

Tra tutte le cose “da cartoleria” che adoro c’è lo scotch, questo nastro, a volte colorato, che appiccica e tiene insieme, rattoppa e decora, cura ferite di carta come i cerotti fanno per la pelle

Mi affascina proprio e non nego che a volte ne stacco un pezzo e lo appicico e spiccico, per testarne la durata della colla

Essendo portatrice insana di pantaloni a strascico, capita a volte di dover accorciare quella coda alle caviglie, giusto per non togliere la polvere dalla strada. A volte li arrotolo e via! ma non nego che ho anche fatto l’orlo… con lo scotch!

Ne ho provati un po’, alcuni dopo due passi si staccano, altri tengono parecchio ma non tutto il giorno. Quello che soddisfa meglio le aspettative è lo scotch telato grigio, credo sia tipo “da elettricista/idraulico”, di sicuro non è per la carta velina…

Ecco quello si attacca e col passare dei minuti la colla si amalgama alla stoffa, si unisce, l’abbraccia e quasi si fonde a lei

Tiene bene e fa il suo lavoro…

Certo non bisogna dimenticarlo e lavare i pantaloni, altrimenti l’acqua calda può far dei danni ( l’ho fatto… e so che non faticate a crederlo!)… ma tiene insieme più strati di stoffa, per un bel tempo

Quel tipo di scotch può essere utile… l’unico rischio e che togliendolo rimangano attaccati frammenti di stoffa,

quindi attenzione a metterlo sulla pelle

e soprattutto no, come cerotto per il cuore è decisamente sbagliato…

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112 pensieri su “di scotch e rattoppi fatti male…

    • Quello che si beve.. Non sono capace, oltre al Martini bianco e proprio una cosa che non riesci a buttare giù ( ma rimane parecchio alcool tra cui scegliere… Non ne farei un problema, ecco)
      Quello grigio che dici tu, è telato? Potrebbe essere quello… Come tiene insieme gli orli… Solo lui… 🙂

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  1. ma che davero? detto alla romana ….!!! Io a un orlo ho messo un paio di graffette, e ti lascio immaginare i risultati! Questo conferma ancora una volta che io appartengo al tuo mondo 😀

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  2. Hai provato lo sparatrappo?…
    A me fa ridere anche il solo nome. Se mi facessi male, cadendo – che so io – dal letto a castello (tuttora il mio incubo a scendere da sopra, ho le prove filmate), in quel momento di dolore assurdo – certo, cadere dal letto a 48 anni… – uno mi fa: ” Aspetta che sulla ferita ci mettiamo un pò di sparatrappo, io dimenticherei all’istante il dolore e inizierei a ridere, ridere, ridere…

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      • Sì, bello e il napoletano lo ha preso dall’inglese “spar drapping”…E gli spagnoli che lo usavano per gli stendardi lo hanno mutuato dall’italiano, “esparadrapo”
        Ha un suono immensamente più “adesivo”, mentre “scotch” comunica lo strappo (e i peli che vengono via..) 😉

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