a occhi aperti

Dicono che sbattiamo le palpebre circa ogni cinque secondi e uno dei motivi per cui lo facciamo è per distribuire uniformemente le lacrime e idratare per bene gli occhi, mantenerli sani, puliti e pronti all’uso.

Quando ci sembra di non vedere bene li socchiudiamo o li chiudiamo del tutto.

Come a dire ” tranquilli, tutto occhei… pronti?… guardate adesso!” e sembra proprio funzionare.

Li fermiamo un momento e poi si riparte a guardare ciò che abbiamo davanti, piacevole o no, in modo sempre più chiaro e nitido.

Inizio a credere che in realtà gli occhi non si chiudano ma al contrario si aprano in una direzione altra.

Li chiudiamo quando siamo pensierosi, quando abbiamo bisogno di ragionare con calma su qualcosa.

Come se li aprissimo verso il nostro interno…

Chiuderli ogni cinque secondi ci ricorda che siamo anche altro, un interno da tenere sempre presente.

Ed è per questo, credo, che quando il mondo fuori si spegne, si ferma e i tuoi occhi non hanno più nulla da guardare, osservare, cogliere, di tutto ciò che c’è fuori…lì inizia l’altra giornata, quella più difficile.

Noi non soffriamo di insonnia

siamo solo dannatamente attivi!

 

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33 pensieri su “a occhi aperti

  1. Il mondo esterno è un diversivo, per non impazzire (orp forse questo è un po’ troppo cupo, ehm)
    Interessante questa cosa del guardare verso l’interno, davvero interessante… Osservi con attenzione tu, e sorprendi noi poveri superficiali! Ebbrava 😉
    Ogni bene! 🙂

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