la follia non è di chi viene rinchiuso…

DRIIIN!..

“… Tati… l’hanno ricoverato…”

“ Ma come?!… checcazzoèsuccesso!?!…”

“ Lo sai, non ha retto e c’è cascato… ormai da giorni… e ieri il medico ha deciso per il ricovero”

“… e adesso?… quando rientra?”

“ Magari riesce ad uscire nel giro di qualche giorno, domani vado da lui e tu vieni con me…”

“.. No ti prego, non farmi entrare là…”

“… Devi passare anche di qua e lui ne ha bisogno…”

….

Strada sterrata, periferia di grande città…

già da lontano hai la conferma che la chiamano “Villa…” perché “Porte dell’Inferno” non si può… non è politicallicorrect

Campanello, scale, porta chiusa… TLACK!… si apre la prima, si richiude… manca l’aria…TLACK! Si apre la seconda…

Persone con camice bianco che sembrano usciti da un film dell’orrore… se va bene hanno occhi spenti e facce tristi… altri hanno dei ghigni che vorresti dar loro fuoco…

All’ultima porta veniamo inondati da un sottofondo di nenie, lamentele sputate fuori da bocche che non hanno più denti, occhi che non hanno più nulla da vedere e menti rallentate, dallo schifo e dai farmaci…

Questi corpi senza un briciolo di dignità ti passano accanto come fossero già morti da tempo, nei loro pigiami o troppo grandi o troppo piccoli… i piedi appoggiati a ciabatte recuperate chissà in quale cassonetto, logore e impolverate… dovrebbero essere ciabatte da indossare una volta entrati in casa ma questo posto di casa, non ha nulla…

Odore di piscio e polvere, i vetri appannati e sporchi, come nebbia perenne, come se gli occhi di chi ci sta, qua dentro, non avessero nulla da vedere… perché pulirli?

Ti cerchiamo, sappiamo che sarai in quel terrazzino a fumare, l’ultima sigaretta che sei riuscito a comprare ad uno dei tuoi compagni di sventura, cosa gli avrai dato in cambio?… soldi no, anche li avessi qua dentro servono a nulla, forse gli hai passato il tuo caffè alla macchinetta? O l’ultima caramella che avevi nascosto nella tasca dei pantaloni?

Seduto, sguardo perso, mani tremanti… quando ci vedi ci salti al collo e scoppi a piangere, mi abbracci tanto forte che tra un po’ cadiamo a terra,

Tu che potresti essere mio padre, invece sono io che ti faccio da sorella maggiore, quando va bene… ci son volte che ti faccio anche da mamma… e son la metà di te… fisicamente e di età..

Il fumo qua è insopportabile, anche per me che sono una ciminiera

Nonostante questo, vorrei fumare ma non posso… non posso perché mi salterebbero tutti addosso per farsene dare una e diventerebbe una situazione ingestibile… poi quelle che ho, se proprio le voglio dare a qualcuno… le do a te..

Parliamo un po’ ma l’orario di visita è brevissimo per potermi aggiornare di cosacazzohaicombinato!!!

PERCHE’!?!

Parte un culo a capannone, uno dei miei e sorridi perché lo aspettavi come fosse una boccata aria, sai che quando mi parte male e ti sgrido così… sai che è per te, vuol dire che un po’ di bene te ne voglio…

Lo sapevi che finivi qua e noi non possiamo impedirlo…

Tieni duro, noi faremo in modo che all’inferno tu ci stia il meno possibile… ma tu tieni duro, non mollare… non cedere alle provocazioni, fai cosa ti dicono se qualcosa non va chiama immediatamente, abbiamo i telefoni accesi h24,normalmente, in questo momento lo teniamo sempre in tasca… ma tu per favore tieni duro.

I venti minuti son passati, dobbiamo andare…

La testa mi gira… dallo schifo, dalla rabbia, dalla tristezza

Ho voglia di urlare e vomitare

Vorrei prendere a pugni qualcuno a caso…

TLACK!… la prima parte si apre e siamo sul secondo pianerottolo… circondati da esseri che di umano ora, come ora hanno poco… occhi vitrei ci vengono in contro, con passo strisciante e lamentele sputate a terra… parole incomprensibili, capisco solo che chiedono qualcosa ma non comprendo cosa… mi gira la testa, l’odore è fortissimo, disinfettante e piscio, sudore e medicine…

CAZZO APRI QUESTA PORTA!!!!

“Stai calma Tati, che poi mi tocca venire a trovare te domani…”

Lo guardo solo peggio che posso… provo a respirare e penso – come fai ad essere abituato a questo? Come fa a non darti il voltastomaco?-

Finalmente un’infermiera, naso a punta, occhi gelidi, capelli di paglia bruciata e sorriso da strega dell’Ovest.. “ AHAHA!… siete rimasti incastrati.. quasi quasi vi lasciavo ancora un po’ qua..AHAH!” vorrei ucciderla, o almeno farle tanto male…

Scendiamo le scale quasi di corsa, una volta fuori, corro nel parcheggio, lontano da quell’inferno istituzionalizzato… e urlo!…

Sono incazzata nera

Sono schifata e angosciata

Sono arrabbiata

“ io qua non ci vengo MAI PIU’… OCCHEI!!! NON TI AZZARDARE MAI PIU’…  E VEDIAMO DI PORTARLO FUORI IN FRETTA DA QUA!…”

Di nuovo in macchina… via, a studiare una soluzione, la più rapida possibile…

 

questo ricordo è tornato a galla durante la lettura di DopoDiNoi , dovete portare pazienza non riesco a fare il collegamento diretto… ma tanto quello di Domenicomortellaro è un altro blog che vale la pena leggere, non solo per questo racconto…

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48 pensieri su “la follia non è di chi viene rinchiuso…

  1. Mi dispiace aver letto quello che hai scritto.
    Credo di poter dire che questa non è una medicina umana… anzi non è medicina.
    Purtroppo qualcosa si potrebbe fare… ma è troppo scomodo (questo è il mio punto di vista).
    Buona notte.
    Quarc

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  2. caspita tati che ricordo…. mannaggia mi spiace tu abbia dovuto passarli davvero….
    uff…..
    che pugno diretto alla pancia…
    eh beh pero ci sta in tema con il racconto di domenico… quanto mi piace come scrive i suoi racconti lui!
    eh ma tati pure tu come ci passi ste cose oh!

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  3. Non si può essere solo e soltanto orgogliosi di una citazione… mi spiace che la lettura di qualcosa di ludico abbia scatenato certi ricordi… ma sai meglio di me che a volte generi di puro intrattenimento sono anche una riflessione disincantata sulla società. Io quei posti li ho conosciuti dall’altra parte della barricata… e tu sei stata magistrale nel descriverli e nel descrivere le emozioni di coloro che vi si rapportano senza la stigma istituzionalizzata del “da ospedalizzare”… Un abbraccio forte alla Tati che ricorda!

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