il fatto è…

… che con i se e con i ma ci si costruisce poco

Il fatto è che si resta e si sta con quello che c’è e bisogna prendere la sera per raccogliere e il giorno dopo per seminare…

Il fatto è che può sembrare complicato e sfiancante ma non è impossibile…

Il fatto è che se hai sete devi bere e non continuare a pensare se aprire o meno il rubinetto…

Il fatto è che se il sonno non arriva magari vuol dire che non è il momento ma se sei stanco ti devi fermare, fosse anche solo per il tempo di prendere fiato…

Il fatto è che nulla vieta di fare bolle di sapone se fuori fa freddo…

Il fatto è che anche se resti fermo il mondo continua a girare lo stesso e tu con lui…

Il fatto è che a volte fare un passo pare la cosa più faticosa del mondo ma se insisti, i piedi sanno come si fa e da qualche parte ti portano… non è il caso di correre, semplicemente di muoversi…

 

E’ questione di sete, di libri di storia,

di tempo che passa di poca memoria,

di sguardi che guardano indietro e quello che hai fatto,

lo rifaresti da capo.

 

E’ questione di metri, della giusta distanza,

di quello che vale la santa pazienza,

dell’ombra che verso la fine del giorno si allunga

e della sua eleganza.

 

E’ questione di stile

su come passi le notti quando non riesci a dormire

e allora diventa questione di soffitto,

di angoli del letto, di finestre che sia aprono

e di penne che si cercano

e di pensieri che galleggiano.

 

E questione di pioggia o dell’aria che basta

e dell’ultima goccia della tempesta,

del primo orizzonte che vedi all’inizio di un viaggio

o di quello che resta.

 

E’ questione di un passo è questione di un altro

e di ciò che non vedi se non provi il terzo,

dell’amore che arriva da fuori in un giorno qualunque

e magari sei pronto.

 

E’ questione di stile

su come perdere tempo quando c’è tutto da fare

e allora diventa questione di aquiloni,

di aerei supersonici, di treni, di stazioni,

di satelliti e vertigini… e di canzoni.

area765

 

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21 pensieri su “il fatto è…

  1. Non avevo letto questo tuo “post”, questo tue elenco di frasi, di affermazioni e immagini. Colpiscono per la loro fragile, candida trasparenza. Sono cristalli. Come mi sono piaciute quelle “bolle di sapone quando fuori fa freddo”. Così come il “perdere tempo quando c’è tutto da fare” e gli “aquiloni” e “gli aerei supersonici”… C’è… – non mi va di chiamarlo Ego, troppo ontologico, neutro, ingombrante -… C’è un’anima bambina in tutto ciò che scrivi e nel tratto delicato e fiabesco dei tuoi disegni. C’è qualcosa di così delicato che hai quasi paura di sfiorare, petali setati, che nel quotidiano mi figuro al sicuro, anche solo sotto uno strato di pelle, magari una cicatrice, un guscio di lacrime e sale, ma che riempie di sé, del suo sorriso e della leggerezza del suo passo ogni tua parola scritta… Bello questo sguardo, il tuo, che si alza, che ribalta e rilancia. Senza paura. E bella, molto, la canzone che ti ha accompagnata.

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    • Io non ho parole, cosa riesci a leggere senza che ci siano lettere…
      Le bolle di sapone, un amore indescrivibile … E ho visto il lavoro di una fotografa che le ha fatte a una temperatura tipo dieci gradi sotto zero!!! Da non riuscire a togliere gli occhi!
      Per il resto… Più che dire grazie.. Non so 😉

      Liked by 1 persona

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