sul girovagare…

In questi giorni mi sono dovuta spostare, in giro per le due provincie ( Torino e Cuneo) per motivi di lavoro…

Sola soletta, io e la mia Tatimobile ci siamo spostate per uffici vari, in paesi sentiti spesso nominare ma mai visti di persona…

Più di trecento chilometri di asfalto e qualche strada sterrata, semafori, incroci e soprattutto rotonde…

Il tutto con due cartine stradali, generiche, tirate giù da gugolmap… per il resto… via!…a casaccio…

Era da tanto che non viaggiavo in macchina per tutti questi chilometri… e devo essere sincera…mi mancava…

Io, la mia macchinina, la mia musica, il mio posacenere che non si chiude… e le strade…. Alcune nuove altre conosciute…

Ed ecco un paio di cosette che ho notato in questi due giorni di solitario girovagare:

Preferisco avere una mappa di carta, piuttosto che usare il navigatore : quella voce fastidiosa interrompe la mia musica e le indicazioni che dà non sono utili a imparare la strada… ma bisogna solo seguirlo… ciecamente, come un caprone… e io sono opossum… quindi non fa per me… Invece con la cartina, guardo le indicazioni del paese successivo… magari non prendo la strada più corta ma posso percorrerne una in mezzo a campi e alberi, boschi ormai arancioni con il profumo di autunno nel vento… e questo è un bel modo di perdersi…

Se non vai dietro al traffico, al casino e alla fretta che hai nelle ossa scopri che in un modo o nell’altro arrivi dove devi arrivare… anche a costo di seguire a casaccio pullman di linea, che nella tua testa stanno proprio andando dove serve a te… e guarda caso c’hai azzeccato!

Che ho proprio ragione quando dico e penso che il mondo sia un posto carino dove stare, che ci sono persone che ti danno una mano solamente perché sono gentili: c’è stato chi mi ha evitato venti Km prendendosi la briga di fare un pezzo per me, senza nemmeno conoscermi; c’è chi s’è interessata e preoccupata avessi fatto pranzo ed era pronta ad offrirmi un piatto di pasta con lei, visto che alle 13.30 ero a 100 Km da casa e avevo ancora molti posti dove andare, prima di rientrare… e c’è stato chi mi ha aspettata, perché mi ero persa, anche se l’ufficio era già chiuso da venti minuti…

Poi, ho anche ragione a pensare che le regole siano importanti e da rispettare ma che ci dovrebbe sempre essere un lato umano da tenere presente, perché se non c’è un minimo di flessibilità… io che sto tre ore in macchina ad aspettare che apri l’ufficio, e tu sei dentro che chiacchieri e fai pranzo… ecco, a quel punto ti auguro che il panino ti vada per traverso e che il caffè che ti porta il bar… abbia come minimo quel sapore di fosso, che ti renderà il pomeriggio un inferno!

… E alla fine di tutto, per quanto sia affascinante perdersi, o allungare il tragitto… alla terza volta che sbagli totalmente direzione, sono le quattro del pomeriggio, il tuo telefono è scarico e la cartina che avevi non riguarda quella fetta di provincia… ecco… a volte va anche bene fermarsi, raccogliere le idee e tornare a casa… e ci riprovi domani, senza rancore…

😀

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55 pensieri su “sul girovagare…

  1. Il collegamento è incorretto!
    Avere una cartina è piú pratico di avere un navigatore per me. Poi in realtà io tendo a vedere la direzione dove devo andare e poi non uso né l’uno né l’altra. Solo se ne ho proprio bisogno.
    Comunque sí, è un piacere trovare l’umanità. 🙂

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  2. Io preferisco il navigatore anche se delle volte sono stupidi, ti vogliono fare deviazioni assurde oppure, con la scusa di farti fare la strada più breve, ti portano in strade sperdute o impraticabili!

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    • …io oggi mi son ritrovata a doverlo usare… mi ha fatto fare il giro del globo ma questo è il meno… mi da proprio fastidio che non servano a “comprendere” la strada che fai ma solo a seguirli… e io di una voce che interrompe la musica che ascolto non mi posso fidare troppo…

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    • Perdersi è stupendo!… Io adotto spesso il “segui quella macchina!”… Come nei film … E funziona!… Fa ridere ma funziona… E quando non funziona quantomeno fa ridere 😀
      È così vario il mondo… Si può essere un bel posto 🙂

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  3. anch’io adoro perdermi… specie quando sono in viaggio… perdersi trasforma un trasferimento in un viaggio, trasforma una persona in parte del pianeta e ti riavvicina con lati della vita non inquinati ma sopratutto con il tuo te stesso più reale…

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    • … viaggiare in quel modo è un po’ come prendere un sentiero in montagna… più o meno sai dove devi mettere i piedi ma ti guardi intorno e vai avanti senza l’ansia di “arrivarearrivarearrivare” ma con il semplice piacere di muoverti… ed è lì che riesci anche a mettere a fuco situazioni che magari hanno generato confusione… è come prendersi un momento per riflettere ma con facilità, senza pensieri assillanti ma fluidi e semplici… una vera meraviglia…

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  4. Bellissime riflessioni le tue… adoro fare strade sperdute in mezzo ai campi, mi dà la sensazione di essere da sola e in pace… però le cartine mi han sempre dato problemi, non sono esperta nel leggerle, sarei anche capace di usarla al contrario e andare dalla parte opposta… ;D

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