il pozzo…

… ecco ci son finita dentro… ma quasi quasi melasonocercata perché ci son caduta dentro, non di testa come se fossi inciampata… son caduta di piedi!

Comunque ci sono finita… ed è stata una paura terribile, senza fiato, da strapparsi il cuore e rompersi le ossa tanto che ho iniziato a sbattere contro le pareti…

Mi sono maledetta per non aver insistito che papà mi portasse ad arrampicare con lui… adesso sarebbe utile…

E mi sono insultata per non aver ascoltato mamma quando mi sgridava che mangio le unghie come non ci fosse un domani… avrei un briciolo di appiglio in più…

E non serviva allungarsi… sono alta un metro e una caramella… anche le corde lanciate da chi è rimasto su… erano sempre troppo corte…

Son caduta nel pozzo e m’è sembrato di impazzire… parto già con una testa arruffata di suo… in una situazione del genere ho perso completamente le staffe…

Ho urlato, pianto ho tentato con tutte le forze e l’agitazione possibile di arrampicarmi per risalire ma era tutto troppo buio per capire dove mettere mani e piedi per salire…

Poco per volta ho perso le forze… ho deciso che non ne potevo più di lottare e mi son lasciata cadere sul fondo… e mi sono addormentata, guardando la luce delle stelle che arrivava dall’alto… troppo lontane per pensare di arrivarci… mi sono addormentata e ho deciso di lasciar perdere.. avrei finito il mio tempo lì dentro, ne sarei uscita solo con la voglia del mondo lassù… se mi rivoleva lassù si doveva sbattere lui al posto mio… altrimenti tanto valeva stare là sotto.

Ho dormito tanto, fatto un sacco di incubi e qualche sogno carino… poi mi son svegliata e ho iniziato ad osservare il MIO pozzo… era anche bello, ben fatto… era uno di quelli costruiti tanti tanti… tantissimi anni fa… pietre levigate dal tempo, come quelle che in Langa si usano per fare i muretti tra le nocciole…

Ho imparato a memoria, osservandole, una per una quelle pietre, ogni pertugio, ogni fessura… ogni scalino…

Poi, un bel giorno mi son tirata su e riprovato nell’impresa….

A quel punto sapevo come salire… è stata dura, durissima… mi son distrutta mani, faccia e piedi contro le pareti di quel posto ma… ci sono riuscita!

Con calma, con qualche sosta… come una scalatrice, senza corda… come mio padre… con le unghie che ho fatto un po’ ricrescere… come mia madre… ho visto la fine della salita e ho riso… mammamia quanto ho riso!

Mi sono trascinata fuori e son rimasta coricata sul bordo per un po’… a respirare l’aria della sera, a guardare le stelle e a sentire il profumo dell’erba e a ridere, di gioia e un po’ anche di follia…

All’inizio mi sono spostata a quattro zampe, come un cagnetto… perchè volevo avere un buon appoggio a terra, comunque avevo paura di cadere di nuovo giù…

Poi mi sono alzata in piedi ma i passi erano ancora lenti, indecisi… e un po’ spaventati…

E ora? ora son sempre lì al bordo e ogni tanto guardo giù…

Ma mi muovo con piedi ballerini e con quelli è forse più facile scivolare e cadere… ma adesso che lo conosco mi fa un po’ meno paura e menefotto!

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23 pensieri su “il pozzo…

  1. Ognuno di noi ha il suo pozzo in cui ogni tanto ci scivola o ci viene gettato dentro…L’importante è conoscerlo, come hai fatto tu. Se lo conosci allora sai come uscirne…ed una coi piedini ballerini quando è fuori saltella contenta… 😉

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  2. Ecco c’è tutto qua: il melasonocercata, l’affetto per il pozzo perché è il MIO pozzo… La parte delle risate ancora non la conosco, chissà… Ma davvero pensi che se basti conoscerlo per averne meno paura? Mmm….

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