IN GIARDINO….

eccomi qua…parte la bella stagione e io… piedi nudi e senza guanti mi lancio in giardino… tra i fiori, le formiche e il resto…

il mio ( com’è ovvio) è un giardino spettinato, con fiori e piante messe alla rinfusa, con poco senso per gli occhi della maggior parte delle persone che lo guardano, proprio un bel casino da vedere!

Poi, mi hanno fatto notare che è il MIO giardino, un casino ma colorato, con mille particolari da guardare, cose nascoste tra i cespugli… ed è vero… è proprio fatto come me.

Quindi ieri mi son fermata e l’ho contemplato con occhi ancora differenti rispetto ad un paio di settimane fa…

Ci sono un bel po’ di fiori, alcuni proprio belli, alcuni acquistati e altri ereditati dalla mia famiglia, portati qua dalle case di tutti gli altri… è un bel pezzo di giardino genealogico!

… e poi ci sono erbacce, o almeno cose che assomigliano ad erbacce… che non riesco ad estirpare come si dovrebbe fare ( così dicono)… ma perché non ci riesco?

Perché quando le scopro, tra le altre piante, ho sempre un po’ di timore possano essere qualcosa di bellissimo e rischierei di perdermele!

Ad una prima occhiata non sono belle da vedere… ma se col tempo tirassero fuori dei fiorellini carini come piacciono a me?

Ecco che torna, sempre troppa fiducia, troppa speranza… perché poi alcune di loro rischiano di soffocare altri fiori che per me son preziosi… allora mi arrabbio, ci litigo ( ho la capacità di litigare furiosamente con le piante…) e decido che è ora di farla finita.. ma tanto non le porto via come dovrei… perché il dubbio rimane e a volte mi frega!

Ci sono persone che sono come le erbacce del mio giardino… che non riesco a vedere veramente e profondamente come erbacce… sento che in fondo potrebbero essere delle persone meravigliose ma hanno delle maschere talmente grandi che se si potessero mangiare avremmo risolto per sempre la fame nel mondo!

E ci credo, sempre… e quindi restano intorno a me… perché sono in grado di avere delle attenzioni così delicate e particolari ( e io che nei dettagli ci sguazzo come un’anatra nel laghetto più bello…)  che sono sicura possano essere altre…. poi sanno scivolare come pietroni giù per la montagna che fanno valanghe e disastri e vittime… e io nonmelosospiegare ( o forse sì) e non ci posso credere…

Io non credo riuscirò mai a disfarmi delle erbacce tra i fiori, ma devo imparare a gestirle ed evitare che facciano male al resto… dovrei dare loro il giusto posto… e se fioriranno come piace a me… sarò sempre in tempo per spostarle più vicino al centro e ammirarle come gli altri fiori… ma se non dovessero fiorire….

Per ora rimango amaramente delusa… perché in fondo me la sono cercata! quindi un po’ mi faccio male da sola ed è vero quando una personcina deliziosa mi dice “…se decidi di amare ti assumi la responsabilità di rimanere delusa..”

Niente… tocca pigliarsi anche questa di responsabilità….

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72 pensieri su “IN GIARDINO….

  1. Come sempre, i tuoi scritti vanno letti tra le righe…le erbacce cresceranno sempre nel giardino della tua vita…non estirparle sino a quando non soffocano i fiori, ma soprattutto non dar loro acqua ed attenzioni…almeno che se la vedano da sole a sopravvivere… 😉

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  2. Attenta a stare scalza in giardino. Ci si può fare male (sempre che tu invece dei piedini non abbia dei piedoni da hobbit! 😀 )!
    Purtroppo alle volte le erbacce possono diventare bellissime e cosí, per paura di sbagliare una volta, si sbaglia sempre!

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  3. Tatina io ti invidio e ti ammiro: a me i fiori muoiono perché mi dimentico di annaffiarli o il gatto ci va a dormire. Se resistono ci crescono pure nei miei le erbacce.Col bello ci sta sempre il “brutto” ma… con le ortiche ci si fa il risotto e con la gramigna forse la minestra. Cosi con le persone… a qualcosa servono pure loro… fa finta di nulla e canta e balla… ogni tanto ne strappi qualcuna evvai :D:D bacio bellezza

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    • Trilly arrossisce, si cosparge di polvere magica e fluttua ( di nascosto che poi mi dan per matta…) mi prendo il complimento… graditisssssimo, ne faccio semi e pianto in giardino….;)
      se non mancano le parole… buttale lì… 😀

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      • me l’hai chiesto tu eh… questo è cronaca
        QUASI FAVOLA
        Mettetemi in un bosco o in un prato ed io sarò capace di restarci tutta la vita. In un bel giardino vado in estasi. Ma non chiedetemi mai di prendermi cura di una pianta. E’ un attività assolutamente avulsa al mio essere. Ora dovete sapere che casa mia ha due piccoli pezzetti di terra. Uno sul davanti ed uno più grande sul retro. Il primo è dominio del mio “cagnolino” che si premura con la sua “delicatezza” e solerzia di tenere sgombro da ogni tipo di vegetazione. Comprese le cinque piante di Ringosperma che ho trovate già piantate per formare la siepe di divisione dai vicini. Lei risolve i “problemi alla radice”. C’è anche un albero di aranci di cui rosicchia i rami e di cui scopre continuamente le radici scavando cercando di stanare le lucertole. Avevo anche aggiunto dei vasi in cui avevo piantato delle Calancole ed altri con dentro dei Gerani; tutti divorati o divelti. Dall’altro lato, 100mq di terra polverosa usata dagli operai che hanno costruito la casa a mò di discarica. Nonostante tutte le mie buone intenzioni è stato impossibile far attecchire un qualsiasi tipo di prato. In più da quel lato confiniamo con una coppia di anziani di cui lei è la classica arpìa sempre in finestra a controllare e contestare qualsiasi cosa tu faccia. Morale della storia, è andato a farsi friggere persino quel piccolo barlume di arte giardiniera timidamente apparso all’orizzonte della mia indolenza. Tutto lasciato allo sbando, ed il mio unico intervento si limita una volta l’anno a sgombrare il pezzo di terra più grande da erbacce ed arbusti alti più di me, per piazzarci la piscina. Mediamente 20 sacchi stracolmi di potature ad ogni stagione. I miei vicini invece sono l’opposto. Non fanno altro dalla mattina alla sera che dedicare le loro attenzioni alle piante di loro pertinenza con un amore ed una dedizione che mi fanno vergognare. Eppure…
        Eppure l’Arancio gemello del mio nonostante tutte le premure riservategli non ha mai prodotto neppure un fiorellino, invece il mio sono tre anni che fruttifica. E nonostante non l’abbia innaffiato per tutta l’estate, in questo momento è straripante di arance in maturazione. Dall’altra parte sono nate spontaneamente e crescono rigogliose: un perfetto filare di ginestre, che come se qualcuno mi avesse letto nel pensiero, ha anticipato le mie intenzioni di impiantarlo artificialmente data la mia predilezione per questa pianta, una Rosa Bianca ormai alberello, ed un Melograno che mi ha regalato SETTE frutti magnifici di cui sei sono in figura. Sia la Rosa che il Melograno sono sacri alla Dea e quest’ultimo ha un aura magica speciale testimoniata dalla sua ricorrenza in fiabe, miti e leggende. Il fatto poi che i frutti siano proprio SETTE ha un chè di esaltante. Fin da bambino avevo deciso che questo doveva essere il mio numero, senza un motivo specifico. Ma il sette è numero magico per eccellenza, il numero della perfezione, ed è legato ai cicli lunari… alla Dea!
        Altra curiosità che riporto quì dato che non l’ho annotata a tempo debito. Qualche giorno dopo il misterioso arrivo di Tanit, la mia gatta egiziana, una sera arrivato al lavoro ho ricevuto il regalo più bizzarro della mia vita: proprio una… MELAGRANA!

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        • e con questo son pienamente in sintonia… infatti il mio giardino non vuole essere preciso, pulito ( nel senso di ” ogni cosa al suo posto”, bordure ben fatte e precise)… e io lascerei tutto così se non fosse che le dannate rovinano i fiori che per me sono importanti… o almeno ne ho profondamente paura…

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      • questa invece è metafora… 😥
        L’Uomo ricevette in dono la Terra che desiderava. E diventò la Sua Terra. E l’Amò. E con tutto l’Amore che lo animava, lavorò con fatica quel campo incolto. Tolse i sassi, lo diserbò, lo dissodò, lo arò, lo seminò, lo concimò, lo irrigò, difese ciò che aveva seminato dalle bestie del cielo e del suolo, lo custodì dalle intemperie, invocò la protezione e la benedizione degli Dei sulla Sua tanto amata Terra ogni giorno. Eppure nulla vi germogliò. E si accorse che il vento aveva portato una manciata di semi oltre il recinto della Sua patria. Che in quel selvatico incustodito, che non era suo, da ogni seme crescevano rigogliose e vigorose piante cariche di frutti. L’Uomo sorrise amaramente del proprio Amore così inutile. Per un pò rimase immoto, schiacciato dal buio silenzio del proprio cuore tradito. Poi, accompagnato ancora da quello stesso Amore così inutile ed ostinato, si rimboccò lentamente le maniche e si avviò silenziosamente al lavoro, in vista della nuova stagione

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